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Nuovi centri di accoglienza, ma il riparto già scricchiola

Profughi

Trasferimento profughi Cona (4)

Foto d'archivio

09/02/2017 - 06:53

San Martino subito. Papozze, Ariano, Bagnolo di Po a stretto giro. E poi, man mano, tutti gli altri. Sono le tappe dell’accoglienza diffusa, che porterà all’apertura di centri di accoglienza per richiedenti asilo in ogni singolo comune della provincia, con l’asticella dell’accoglienza che si alzerà fino a quota 730 profughi presenti sul territorio polesano.



Nel Delta, il numero aumenterà di 94 unità, nel Medio e Alto Polesine di 32, Badia e Lendinara dovrebbero farsi carico, assieme di quasi 70 profughi. Mentre è destinata ad abbassarsi l’asticella dell’accoglienza per Rovigo (-89 presenze, fino a quota 125) e Porto Viro (-43).


Ma il piano del prefetto è tutt’altro che in discesa. Perché più di qualche sindaco, in lungo e in largo per il Polesine, storce il naso. E, per vari motivi, di veder arrivare profughi sul proprio territorio non ne vuole proprio sentir parlare. E siccome - come ha ammesso lo stesso prefetto - ai primi cittadini non si può imporre nulla, una raffica di veti rischierebbe di bloccare l’ingranaggio dell’accoglienza diffusa. Costringendo i comuni disponibili a farsi carico anche della quota destinata a chi i profughi non li vuole, facendo così crescere l’asticella del riparto.


Anche perché a tirarsi indietro sono proprio i comuni più gradi, quelli che dovrebbero farsi carico della maggior parte dei richiedenti asilo.


Il servizio completo sulla Voce in edicola giovedì 9 febbraio.

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