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Premi ai dipendenti, mezza giunta frena. Saccardin pronto a dimettersi

Comune di Rovigo

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Gianni Saccardin

18/02/2017 - 22:00

Presenza cristiana minaccia di lasciare la maggioranza. E sulla riunione dei gruppi che sostengono Massimo Bergamin scende il gelo, al punto che il sindaco interrompe la riunione, saluta tutti e rinvia la discussione sulla nomina dell’assessore vacante a data da destinarsi.



A generare la tensione tra il gruppo centrista e il sindaco è la questione legata al salario accessorio dei dipendenti comunali, congelato ormai da diversi anni.



Una partita delicata che l’assessore al personale Gianni Saccardin si era impegnato, con i sindacati, a risolvere in tempi ragionevoli. Entro il 28 febbraio. Una data, ormai, dietro l’angolo. E Saccardin sul tavolo ha messo persino la sua poltrona, minacciando di dimettersi in caso di insuccesso.



A dieci giorni dalla deadline, però, la giunta è spaccata a metà, con Saccardin che preme sull’acceleratore mentre altri (su tutti, il vicesindaco Ezio Conchi) tirano il freno a mano, chiedendo di aspettare, prima di prendere qualunque decisione, un parere della Corte dei Conti, per non esporsi al rischio di varare una delibera impugnabile. Una strada, quest’ultima, condivisa anche dallo stesso Bergamin.



“Ma amministrare vuol dire assumersi la responsabilità di fare delle scelte”, ammonisce Silvano Mella, dal gruppo di Presenza cristiana. Lui e la collega Alba Rosito non hanno dubbi: se il primo marzo Saccardin dovesse presentare le proprie dimissioni dalla giunta, il gruppo consiliare uscirebbe dalla maggioranza.

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