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Rovigo dà filo da torcere alla Corte dei Conti

Danni erariali

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26/02/2017 - 10:27

In alcuni casi la vicenda - dal punto di vista penale - è finita con un’archiviazione. Come per lo scheletro di via Bramante, la cui inchiesta è morta prima di nascere già in Procura, perché il reato è prescritto.


Ma la Corte dei Conti, invece, continua la sua attività, e punta il suo mirino su oltre otto vicende sospette di danno erariale in provincia di Rovigo.



E’ quello che emerge dalla relazione del procuratore regionale Paolo Evangelista all’inaugurazione dell’anno giudiziario della Corte dei Conti. Nel 2016 la procura veneta ha coordinato nove inchieste per presunto danno erariale nella provincia di Rovigo, delegandole al comando provinciale della Guardia di Finanza.



Delle inchieste seguite nel 2016 una si è chiusa, e otto invece sono ancora aperte. Tra queste salta all’occhio per l’ingente cifra contestata - 4 milioni e 671mila euro circa di danno per la Regione Veneto - l’inchiesta sull’illegittimo rimborso di prestazioni in convenzione agli Istituti Polesani di Ficarolo.



Ma nel calderone c’è anche lo scheletro dell’Ater di via Bramante, il caso dei fondi per i Borghi Antichi di Adria. E anche la posizione di presunta incompatibilità del consigliere comunale rodigino e revisore dei conti di As2 Silvia Menon.



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