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"I soldi per le materne ci sono: 150mila euro a inizio maggio"

L'intervista al sindaco Bergamin

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Il sindaco di Rovigo, Massimo Bergamin

08/04/2017 - 11:30

"I soldi per le scuole paritarie ci sono. E da maggio saranno disponibili”.




Lo spiega il sindaco Massimo Bergamin in un'intervista alla Voce in edicola sabato 8 aprile sui temi del bilancio, delle partite rimaste in sospeso e che la giunta si appresta a sistemare, e sul futuro di alcuni settori, università e Cur in testa.



“Abbiamo individuato un percorso che ci porterà entro la prima settimana di maggio all’approvazione del Bilancio consuntivo 2016. E in quel contesto -
spiega il sindaco - andremo immediatamente a deliberare l’utilizzo dei fondi dell’avanzo per soddisfare le esigenze di settori che riteniamo prioritari”.




In primo luogo ci saranno i fondi per l’assistenza straordinaria agli indigenti perché il sociale non può essere tagliato. Poi ci sono i fondi per le scuole materne paritarie, sui quali c’è stata tanta preoccupazione. Comprensibile, per carità. Con il Bilancio consuntivo libereremo per questo settore 150mila euro. Che è praticamente la stessa cifra investita lo scorso anno”.


"L’Accademia dei Concordi si vedrà riconosciuti i medesimi contributi dello scorso anno. Con l’Accademia, però, va anche aperto un percorso di condivisione vera di alcune scelte e di alcune logiche gestionali”. Un messaggio abbastanza chiaro, così come quello rivolto ai vertici del Cur.

"Ci sarà il nostro contributo sia ordinario che straordinario al Cur. Fatto salvo l’accordo che andrà ‘concretizzato’ per l’utilizzo della sede di viale Marconi che è di proprietà comunale. In questo caso è arrivato davvero il momento di intervenire nel merito. L’utilizzo di quell’immobile va quantificato economicamente, e quella cifra va tolta dal contributo che sarà chiamato a versare il Comune”. Ma non solo. "E’ stato avviato un percorso per intervenire nel merito di un processo di riforma concreto del Cur, che noi pensiamo vada concepito in maniera decisamente diversa rispetto ad oggi. Per esempio con l’entrata dei privati nel capitale sociale. Insomma, se vogliamo usare una metafora: tranquilli, i fondi ci sono. Ma noi siamo sul pezzo e chiediamo che anche gli altri soci siano pronti a fare i passi indispensabili per il futuro del Consorzio”.


Poi l'affondo finale sul governo, che quest'anno ha tagliato ingenti risorse (l'ultima riduzione dei trasferimenti a conti oramai chiusi) e che "mette i bastoni fra le ruote ai Comuni. Succede ad esempio che noi abbiamo a disposizione dei fondi, che però non possiamo spendere. Quando uno mi ferma per strada e mi dice: guardi sindaco, che si è aperta una voragine... io cosa devo rispondere? Che in cassa ci sono 1,2 milioni di euro ma che non li posso spendere per chiudere le voragini? Secondo voi mi crede? Perché è questo che succede. Questo è il problema”.

Ultimo capitolo, il lodo Baldetti.
Stiamo lavorando per trovare un accordo. Oltre ai 700mila euro accantonati nel 2015, quest’anno ne abbiamo accantonati altri 700mila. La cifra è accantonata, lo ripeto, anche se noi abbiamo presentato ricorso in Tribunale. Certo che chi ci ha portati a questo punto con le delibere successive al project ha creato un bel disastro... A scanso di equivoci, parlo della giunta Merchiori-Azzalin”.

L'intervista integrale sulla Voce in edicola sabato 8 aprile

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