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Rossini sui profughi: "Più giardinieri, meno terroristi"

Degrado

09/05/2017 - 22:56

Mandare i profughi a tagliare l’erba? “Io lo chiedo da due anni. E’ ora che il sindaco faccia qualcosa”. No, a Rovigo non è la Lega Nord a spingere per mettere i richiedenti asilo ospitati sul territorio, ormai arrivati sopra quota 700 in Polesine di cui circa 200 nel capoluogo, al lavoro. E’ l’opposizione di centrosinistra.



Nello specifico, la questione è stata sollevata per primo da Mattia Moretto, consigliere comunale indipendente del gruppo del Partito democratico, e subito raccolta da Antonio Rossini, della lista Fare. Che, anzi, oltre ad appoggiarla ne rivendica la paternità.



E dice: “L’operaio che va a lavorare alle 6 del mattino e che a fatica riesce a dare vitto e alloggio alla propria famiglia, il pensionato che a stento riesce a pagare le bollette, non possono comprendere perché ci si ostini a lasciare ‘senza far niente’ i richiedenti asilo che vengono assistiti a spese di tutti i cittadini. Mettere i profughi al lavoro li rende utili, impedendone la radicalizzazione e giovando alla sicurezza”.



E l’erba, intanto, continua a crescere alla grande. Nei parchi della città e al bordo delle strade, anche nei quartieri, ormai si sono formate delle boscaglie, che spesso e volentieri arrivano a divorare l’arredo urbano: non solo giostrine e panchine, come in via Baruchello, ma anche interi tavolini (succede a San Pio X) e persino le fermate degli autobus, come abbiamo visto ieri in viale Oroboni.



E magari il problema fossero soltanto le erbacce: ci si mettono anche le buche, sempre più profonde, che caratterizzano ormai tutte le strade della città. E il comune, per intervenire, non ha neanche un centesimo.

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