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Polacque e Cvs cantano vittoria ma qualcosa non torna

Fusione

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La sede di Polesine Acque in via Benevenuto Tisi da Garofolo a Rovigo

10/05/2017 - 09:00

C’è qualcosa che stride nel tono trionfalistico con cui Polesine Acque e Cvs annunciano che “la maggioranza dei sindaci” ha detto sì alla fusione tra le due società che gestiscono il sistema idrico in provincia di Rovigo e nella Bassa padovana.



I cda delle due aziende, infatti, "cantano vittoria" quando l’obiettivo è ben al di là dall’essere raggiunto. Perché è vero, come spiegano nel loro documento di ieri Polacque e Cvs, che “per Polesine Acque vede a oggi 21 consigli comunali che si sono già espressi favorevolmente alla fusione, rappresentando il 51,69% delle quote".



Ma il superamento del 50% dei sì, di per sé, non garantisce proprio niente.
Perché per dare il via libera alla fusione tra le due società servirà la presenza, in ognuna delle due assemblea dei sindaci, del 66,67% del capitale sociale. Un bel po’ di più di quel 51,69%.



Intanto, però, Polacque e Cvs sono andate avanti per la loro strada come niente fosse, a prescindere dai venti di tempesta che arrivavano da molti soci. Al punto che - annunciano sempre nel comunicato congiunto - “nel mese di aprile è stata portata a termine con successo l’unificazione dei due laboratori". E se alla fine la fusione dovesse saltare, che succederà?



Il servizio completo sulla Voce in edicola mercoledì 10 maggio.

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