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Fusione Polacque, ultima carta e ultima spiaggia

Lettera ai sindaci per fissare la deadline

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La sede di Polesine Acque in via Benevenuto Tisi da Garofolo a Rovigo

12/05/2017 - 23:50

Una prova di forza, o meglio l’ultima carta da lanciare sul tavolo della fusione. Il tentativo estremo di spingere i Comuni polesani a decidere in fretta.


Polesine Acque e Cvs fissano la dead line per l’approvazione, o la bocciatura, da parte dei consigli comunali, della fusione fra le due società idriche.


La lettera è stata inviata l’altro giorno a tutti i sindaci polesani per dire loro che il gruppo di lavoro formato dai vertici di Polacque e Cvs ha fissato nel 31 maggio la data ultima per il percorso di discussione, nei vari Comuni, dell’operazione di aggregazione. Un modo quindi per dire a tutti i Comuni polesani, più Cavarzere e Castagnaro, che il tempo per decidere sulla proposta di matrimonio fra le due società sta per finire. Il gruppo di lavoro fa anche sapere che a breve si deciderà la data dell’assemblea straordinaria per la decisione finale sulla fusione.


La comunicazione a firma del presidente di Polacque Alessandro Ferlin assomiglia tanto ad un’ultima carta, secondo qualcuno anche un ultima spiaggia, per stringere i tempi. Con l’obiettivo di convocare poi l’assemblea per la decisione sulla fusione per l’8 giugno. L’accelerata che Polacque e Cvs stanno provando a dare all’operazione ha il fine di giocare d’anticipo sulla data delle elezioni, che si svolgeranno l’11 giugno. Ed evitare così che alcune amministrazioni comunali possano poi far pendere l’ago della bilancia sul no alla fusione. Fra queste Porto Viro e Badia Polesine. Una loro discesa in campo nello schieramento del no metterebbe la parola fine ad ogni speranza di fusione. Porto Viro, infatti è attualmente commissariato, ma se dovesse diventare sindaco uno dei candidati sulla linea del fronte del no il suo peso potrebbe diventare decisivo. Ancor più Badia, il cui peso specifico in termini di quote è altissimo. In caso di vittoria di un sindaco del no, quest’ultimo potrebbe ribaltare la decisione già presa dal consiglio comunale.

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