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Fusione Polacque, numeri in salita

Anche Fratta no sarà all'asemblea

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La sede di Polesine Acque in via Benevenuto Tisi da Garofolo a Rovigo

03/06/2017 - 23:55

Da Fratta Polesine non andrà nessuno.

E nemmeno da Giacciano con Baruchella. Idem da Porto Viro, Comune commissariato. Incertezze, invece per Badia Polesine e Lusia.

Dai Comuni che l’11 giugno andranno al voto c’è poca disponibilità a partecipare all’assemblea straordinaria di Polesine Acque che giovedì prossimo sarà chiamata a votare sulla fusione con Cvs. Una fusione che giorno dopo giorno sembra perdere pezzi, con i numeri che sono in bilico. Le trattative per portare il maggior numero di sindaci all’assemblea sono in pieno fermento, anche perché l’obiettivo è quello dei due terzi, numero minimo di quote necessarie perché l’assemblea non vada deserta.


Ed allora si lavora di pallottoliere. Nei giorni scorsi il sindaco di Rovigo Massimo Bergamin aveva chiesto che nessun amministratore di Badia sia disponibile a partecipare all’assemblea, mettendo sul piatto della bilancia il sostegno della Lega al candidato sindaco Giovanni Rossi, appoggiato che dal sindaco uscente Gastone Fantato. Rossi da parte sua ha fatto sapere che se toccasse a lui non si presenterà all’assemblea in quanto ritiene opportuno che un Comune si pronuncia tre giorni prima delle elezioni amministrative.

Sulla stessa lunghezza d’onda Tiziana Virgili, sindaco Pd di Fratta, che spiega: “Il nostro Comune non ha votato la delibera sulla fusione e non parteciperà all’assemblea in quanto inopportuna”. E così al computo dei favorevoli alla fusione mancheranno di certo le quote di Fratta (1,04%). Come mancheranno anche quelle di Porto Viro (1,27%).

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