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Sul blitz dei dirigenti abbiamo detto solo la verità!

Il caso

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Palazzo Nodari

15/07/2017 - 06:36

Sono passati tre anni esatti. Il 15 luglio del 2014 è stato l’ultimo giorno da sindaco di Bruno Piva. Quel giorno, dopo la caduta del sindaco e prima della nomina del commissario da parte del prefetto, i dirigenti comunali deliberarono il ripristino di 16 posizioni organizzative, che erano state “congelate” dalla giunta per mancanza di fondi nel febbraio precedente.



In pratica sedici dipendenti comunali, quel giorno, tornarono ad essere “quadri”, e in quanto tali beneficiari di un “aumento retributivo”. Per una maggiore spesa, per le casse del comune, di 70mila euro l’anno.



Un provvedimento definito subito “non bello” dal prefetto Provolo e poi bloccato e cestinato dallo stesso commissario Claudio Ventrice appena insediatosi a palazzo Nodari.



La Voce raccontò quella vicenda, che finì poi anche sulla stampa nazionale. Per questo, quei 16 dipendenti comunali si sono sentiti offesi. Diffamati. E ci hanno querelato.



La vicenda processuale ora si è conclusa. E' stato depositato nella cancelleria del tribunale decreto di archiviazione da parte del giudice per le indagini preliminari del tribunale di Rovigo Alessandra Martinelli. Una archiviazione richiesta dal pubblico ministero il 18 ottobre scorso e a cui i 16 dipendenti comunali si sono opposti. Perdendo.



Per il giudice, non abbiamo fatto altro che dire la verità su quanto avvenne quel giorno. Esercitando legittimamente il diritto di critica.



Tutta la storia e le motivazioni con cui il giudice ha respinto la querela sulla Voce in edicola sabato 15 luglio.

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