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Rovigo ha deciso: addio Consvipo, non ci mancherai

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27/07/2017 - 23:25

Politicamente ci sono due dati inoppugnabili: il Consvipo è un colabrodo che così com’è serve solo a fare debiti (oltre a pagare stipendi e rimborsi). Lo vede anche un cieco. E così tutti, chi un modo chi nell’altro, alla fine hanno detto che in questo modo è inutile andare avanti.



Poi c’è l’opposizione che fa il suo lavoro e si oppone pur essendo d’accordo. Fa parte del gioco. Soprattutto se in ballo c’è una poltrona in carico al Pd (di cui il presidente di Consvipo, Angelo Zanellato è presidente) e di questi tempi una poltrona non si regala a nessuno.



Il secondo dato politico è che anche Rovigo, dopo la Camera di Commercio, Badia e Salara, e anticipando solo di qualche giorno Adria, intraprende la strada per dire addio a Consvipo.



E un Consorzio polesano da cui vogliono scappare Provincia, Rovigo, Adria, Badia e tutti quelli che si uniranno alla fuga cos’é?



Oggi, comunque, dopo un dibattito in cui tutti erano praticamente d’accordo sull’inutilità del Consvipo così come è concepito e come funziona, al voto sulla delibera sull’uscita dalla società partecipata hanno votato a favore i 18 della maggioranza, mentre Ivaldo Vernelli (Movimento 5 stelle) e Antonio Rossini (Fare!) si sono astenuti e il Pd è uscito dall’aula non esprimendo alcun voto.



Nadia Romeo, capogruppo del Pd e in accordo per l’uscita da Consvipo, l’ha buttata sul tecnico: “E’ una delibera mal fatta. Dovrebbe essere una delibera di indirizzo politico, ma così com’è non ha ragione di essere perché non delibera il recesso”.

La difficoltà effettivamente sta nelle restrizioni dello statuto. “Eppure non c’è altro modo per uscire - sottolinea Michele Aretusini, della Lega, che è anche consigliere provinciale - Più volte come Lega, dal primo maggio scorso abbiamo chiesto alla Provincia e al presidente Marco Trombini che convocasse l’assemblea dei soci per discutere del tema, ma le nostre richieste non sono state ascoltate”.



Antonio Rossini (Fare!) ha invocato una riforma dell’ente, mentre Presenza Cristiana, alla fine, si è allineata.



La sintesi è quella fatta da Nello Chendi (Pd) anche lui uscito dall’aula: “E’ una situazione difficile, perché se se ne va il comune capoluogo, finisce tutto con azioni legali. Se poi l’assemblea dei soci dice no, cosa faremo?”.



L’assessore al Bilancio Susanna Garbo ha risposto punto per punto alle asserite debolezze della delibera, con una sola convinzione: “Questa è l’unica strada che abbiamo e dobbiamo farla entro il 31 luglio”.



Nel pomeriggio anche Angelo Zanellato si è affacciato in aula consiliare, per sbirciare con il suo sorriso sornione l’esito del voto. Ma non è rimasto fino alla discussione sul punto che, d’altro canto non lo tocca più di tanto, perché anche questa, come le altre delibere di Adria, Salara e Camera di Commercio dovranno passare dal vaglio dell’assemblea dei soci. Che è poi la sua assicurazione sulla vita. Pardon, sul rimborso chilometrico.

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