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Po e Adige implorano acqua

Rovigo

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02/08/2017 - 17:12

di Luca Crepaldi

Po e Adige continuano a preoccupare, soprattutto in prospettiva, visto che di precipitazioni per i prossimi giorni, non se ne parla.



E se a livello nazionale, come ha annunciato ieri il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, sono già undici, al momento, le regioni che si apprestano a richiedere lo stato di calamità, tra le quali il Veneto (vedi servizio a pagina 43), in Polesine, nella terra tra i due fiumi, non c’è da stare allegri.



L’emergenza per Adige e Po è già scattata, col mare che risale di già per 12 chilometri. La preoccupazione è tanta e arriva anche dall’Anbi, l’Associazione nazionale dei Consorzi per la gestione e la tutela del territorio e delle acque irrigue.



In particolare, la portata dell'Adige, a Boara Pisani, oscilla fra gli 80 e 130 metri cubi al secondo, rendendo più volte insufficiente l’azione della barriera anti intrusione del cuneo salino, che viene “scavalcata” dalla marea.
Il livello idrometrico, inoltre, a Boara Pisani è -3,48 metri circa sotto il livello zero dell’asta idrometrica di stazione. Più ci si avvicina al mare, più il livello si avvicina allo zero, crescendo infatti la portata del fiume che si allarga. A Cavarzere, infatti, ieri il livello era a -2,12 metri.
Anche per il Po i livelli sono preoccupanti: la portata, a Pontelagoscuro, è di circa 550 metri cubi al secondo (a luglio era 600 circa), ma era scesa, la settimana scorsa, fino a 400 metri cubi al secondo.



L’abbassamento della portata, sottolinea l’Anbi, “comporta la chiusura di tutte le derivazioni irrigue nel tratto compromesso dall’ingresso del mare, la cui acqua salata risale la corrente del fiume per oltre 12 chilometri. E’ una situazione, che si ripete da mesi e solo un afflusso d’acqua dolce importante potrebbe ‘lavare’ il territorio dal sale, che ha contaminato il fiume, con le relative conseguenze per l'agricoltura, mettendo a rischio anche l’uso idropotabile”.



“Anche la situazione veneta sollecita la politica a prendere decisioni - conclude il presidente dell'Anbi Francesco Vincenzi - i Consorzi di bonifica del Veneto hanno progetti definitivi ed esecutivi di miglioramento della rete irrigua per 147 milioni di euro; ad ogni livello è ormai tempo di scelte concrete”.



Il servizio sulla Voce del 3 agosto.

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