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Polacque, l’accordo che non c’è

Mercoledì l’assemblea per l’aggregazione con Cvs. Si profila l’ennesimo rinvio

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La sede di Polesine Acque in via Benevenuto Tisi da Garofolo a Rovigo

08/08/2017 - 23:42

Oggi, mercoledì, sarà l’ennesima fumata nera sulla fusione fra Polesine Acque e Cvs. Perché una terza fumata grigia, ossia di rinvio dell’assemblea dei sindaci, sarà una vera e propria pietra tombale sulla proposta di aggregazione.


Alle 15 i sindaci polesani si ritroveranno in assemblea, anzi in doppia assemblea, per esprimersi sulla fusione fra Polacque e Cvs, e per rinnovare il cda del gestore della rete idrica polesana. Ed è probabile che la prima riunione, quella per la fusione salti. Quella per il cda potrebbe fare la stessa fine, ma anche svolgersi, evidenziando plasticamente uno scontro fra i due schieramenti. Perché anche sui nomi dei candidati al cda di Polacque non c’è affatto unità. Anzi ci sono addirittura tre posizioni: quella dei sostenitori della fusione, che puntano ad una riconferma del presidente Alessandro Ferlin e della consigliere Manuela Nicoletti.


C’è poi la posizione dei no fusione, che negli ultimi giorni hanno lavorato ad una lista alternativa, per contrastare un Ferlin bis. infine la posizione dei non allineati, i sindaci che non schierati su nessuno dei due fronti. Ai quali negli ultimi giorni si deve iscrivere anche il sindaco di Ceregnano Ivan Dall’Ara che ha dichiarato che non voterà per cda non formato da sindaci. Una mossa, questa, che ha indebolito l’asse del sì alla fusione e che qualcuno ha letto come possibile salto di trincea.


In caso di rinvio della nomina del cda ci saranno ancora poche settimane per una nuova assemblea prima di far scattare la gestione da parte dei revisori dei conti.

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