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Caos vaccini, tsunami in Ulss 5

Sanità

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22/08/2017 - 09:01

Mancano venti giorni alla riapertura delle scuole in Veneto e gli impreparati fin dal primo giorno saranno senza dubbio le Ulss, la Regione e il sistema scolastico, che a Ferragosto si sono ritrovati una mole di “compiti per casa”.



Con le circolari del 14 e del 16 agosto, infatti, il ministero della Salute ha emanato le direttive per l’attuazione del decreto che impone ai minori in età scolare, da zero a 16 anni, di essere vaccinati.




Si tratta per il Polesine di una popolazione di 32mila persone (circa duemila per ogni fascia di età fanno sapere dal dipartimento di Igiene e Sanità dell’Ulss 5 polesana). “Fortunatamente la copertura vaccinale è del 95% per l’esavalente - spiega il primario del dipartimento, Lorenza Gallo - ma certamente ci troveremo a dover gestire parecchie migliaia di recuperi”.

Il sistema con cui le famiglie dei non vaccinati verranno informate dell’obbligo imposto dal ministero, con multe ai “no vax” è ancora nebuloso, almeno per il Veneto. Oggi sono attese dalle Ulss, compresa quella polesana, le direttive per attuare la circolare del ministero.




“Una volta che è stata emanata la circolare ministeriale - spiega Gallo - non ci si potrà discostare più di tanto. In Veneto siamo fortunati perché il servizio informativo regionale, che vede la situazione di tutte le Ulss, dovrebbe darci una grossa mano”.




Infatti sulla base di elenchi che le scuole forniranno alle Regione con la copertura vaccinale, si procederà ai cosiddetti “recuperi” degli studenti non ancora vaccinati.




Sarà dunque la scuola a dare il via libera ai bambini per accedere alle classi, e alla scuola è legato l’ultimo filtro. Un problema non da poco e costi alti anche per l’Ulss 5, che prevede l’assalto al centro vaccinazioni della Cittadella: “Abbiamo sì il vantaggio rispetto al resto del Veneto della copertura alta per l’esavalente - premette Gallo - e speriamo che la Regione ci dia risorse per affrontare il lavoro che sicuramente aumenterà, visto che c’è stato già un incremento con le vaccinazioni da meningite.



Altrimenti sarà difficile coprire il servizio nei tempi che la regione ci darà”, conclude il primario.



Il servizio sulla Voce di Rovigo di oggi 22 agosto

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