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West Nile, il Polesine in zona rossa

Salute

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L’epidemia si allarga: nuovi casi sui cavalli. Zanzare infette ormai in tutta la provincia. Tre i contagi già avvenuti, ma il virus potrebbe colpire ancora fino al termine di ottobre.
Almeno cinque focolai di zanzare infette, oltre una dozzina di allevamenti contagiati per almeno 20 cavalli infetti. Senza dimenticare le tre persone, un 85enne di Trecenta, un ottantenne di Solesino e un 41enne di Badia, finiti in ospedale. E’ il quadro del contagio da West Nile nella nostra provincia.


Il Polesine, infatti, è un territorio segnato in rosso nella speciale cartina riguardante la temuta Febbre del Nilo: siamo tra le 23 province d’Italia più a rischio. E, in particolare, siamo l’epicentro del contagio della malattia nel Veneto e nella Pianura Padana orientale. Qui da noi (a Porto Viro), quest’anno, è stato il primo focolaio di West Nile nelle zanzare a livello Veneto; e sempre qui da noi (a Rosolina).


E l’emergenza (che solitamente vive il suo picco a cavallo tra agosto e settembre) non è certo passata, nonostante la diminuzione delle temperature registrata in questi giorni. Anzi: la rete regionale di sorveglianza continua a registrare l’espansione del virus, in particolare tra i cavalli. L’ultimo caso sospetto è stato rilevato la scorsa settimana (in tre test successivi compiuti tra lunedì e giovedì) in un allevamento al confine tra il territorio comunale di Porto Viro e quello di Rosolina, lungo il Po di Levante.


Qui, sarebbero tre i cavalli risultati positivi al primo test: i campioni, come da prassi, sono stati inviati al centro nazionale per le controanalisi di rito che confermeranno (o meno) l’avvenuto contagio. Soltanto l’ultimo (almeno fin qui) di una lunga serie. Che ha colpito, in particolare, il Basso Polesine.


Il servizio sulla Voce del 16 settembre
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