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Torre Donà, da Verona sì al recupero

La Soprintendenza ha approvato il progetto di riqualificazione dell’area castello

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Ok all’idea di rendere visitabile il simbolo della città. Ma adesso servono 200mila euro.
La soprintendenza di Verona ha detto sì. Ha dato l’ok al progetto si riqualificazione a scopo visitativo della torre Donà. Pollice alzato, quindi, per gli interventi su uno dei simboli della città per renderla fruibile da tutta la cittadinanza.


Si tratta di uno passaggio autorizzativo, ma indispensabile perché se da Verona fosse arrivato un niet al progetto l’idea del Comune di ridare la torre più alta di Rovigo alla città sarebbe stata azzerata. E il progetto avrebbe dovuto ripartire da capo con tutte le incognite del caso. Non che le incognite non ci siano, a dire il vero, perché dopo lo step del via libera dalla Soprintendenza ora occorre risolvere il punto di domanda del finanziamento. In questo caso però la strada è già stata tracciata e prevede il contributo, per riqualificare l’interno della torre, da parte del Gal. E, ovviamente, una partecipazione delle casse comunali di palazzo Nodari.


Il progetto, per ora fermo alla fase preliminare, è al centro del recupero dell’intero parco due torri. Un progetto approvato pochi mesi fa dalla giunta comunale guidata da Massimo Bergamin e che punta ad ottenere il finanziamento per i quasi 200mila euro di costo. La proposta era stata coordinata dall’assessore Sguotti, assieme ai settori di lavori pubblici, urbanistica e commercio. Il progetto che ha ottenuto il semaforo verde dalla Soprintendenza ai beni artistici e paesaggistici prevede la ristrutturazione delle parti interne della torre Donà, la sistemazione di scale e pianerottoli per permettere la salita in cima.
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