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Alessio presidente, ma è scontro

Battaglia fra sindaci al Consiglio di bacino sui rifiuti

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Gino Alessio è il presidente del Consiglio di bacino sui rifiuti.


Ma l’assemblea dei sindaci di ieri mattina è stata è stata all’insegna di colpi di scena, polemiche, accuse di irregolarità e pareri richiesti alla prefetto di Rovigo. Perché prima di aprire formalmente la riunione alla sala Flumina del museo Grandi fiumi Marco Trombini, presidente della Provincia, e fra i promotori dell’unica lista di candidati per il cda, ha telefonato al prefetto di Rovigo per chiedere un consiglio.


“In sala - spiega Trombini - si è presentato l’assessore di Rovigo Stefano Falconi che ha letto un documento in cui spiegava che il sindaco gli aveva revocato la delega a partecipare e presiedere questa assemblea. Secondo lui quindi la riunione non si poteva tenere e doveva essere rinviata perché la raccolta delle firme non era stata regolare”. Per questo motivo Trombini ha contattato la prefettura. “Mi hanno spiegato - continua - che se l’assemblea non era stata revocata con comunicazione ai sindaci si poteva tenere eleggendo un altro presidente. Così abbiamo fatto nominando il sindaco di Frassinelle Ennio Pasqualin”.


In questo modo i sindaci presenti in sala hanno disinnescato il tentativo di Rovigo di bloccare l’elezione del comitato di bacino. Avuto il via libera da Enrico Caterino i sindaci hanno eletto Gino Alessio alla presidenza dell’ente chiamato a supervisionare il sistema della gestione dei rifiuti in Polesine. Eletto poi anche il comitato di bacino, formato da Maura Veronese, Massimo Biancardi e Stefano Segantin per il centrodestra; Simone Ghirotto, Mirco Mancin, Davide Diegoli per il centrosinistra.


Il servizio completo sulla Voce dell'11 ottobre.

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