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Il film del Tpo riempie il Cinergia

Rovigo

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"Tanto non ti amerò"": opera polesana o cui personaggi hanno le caratteristiche della nostra gente.
Per il terzo anno consecutivo il regista Ferdinando De Laurentis ha scelto il multisala Cinergia per presentare in anteprima il suo ultimo film, “Tanto non ti amerò”. E’ diventata una piacevole abitudine e l’attesa va crescendo, considerato che anche questa volta da giorni si era raggiunto il sold out, con diverse persone rimaste fuori, al punto che, a gran richiesta, sono state programmate altre due date: domani e martedì prossimo.



La serata evento di lunedì - presenti in sala il regista e parte del cast, la scrittrice Nicoletta Canazza, l’autore delle musiche Guido Frezzato, il sindaco di Occhiobello Daniele Chiarioni, Angelo Zanellato, presidente di Polesine film commission; grande assente l’attore Pippo Santonastaso, convalescente da un intervento - non ha deluso, anzi la proiezione ha superato le aspettative, attestando il raggiungimento di una maturità espressiva ed un buon livello tecnico.



L’opera, tratta per la seconda volta da un romanzo di Nicoletta Canazza scrittrice e giornalista, è stata prodotta e realizzata dal Tpo (la scuola di teatro e cinema diretta da De Laurentis a Occhiobello). Anche questa ormai una gradita occasione, che porta alla ribalta internazionale la realtà del nostro Polesine. Perché De Laurentis, che ama molto la sua terra, si ispira ad essa per realizzare i suoi progetti cinematografici, rendendola protagonista nei luoghi e nelle persone.



Questa “pellicola”, in particolare, lo conferma ancora di più: “Un film polesano, in cui i personaggi hanno le caratteristiche dei polesani”, come ha affermato il regista. Ad incominciare dagli scenari, tipici della nostra terra, volutamente meno noti sia pure di tanto in tanto impreziositi da qualche citazione artistica più conosciuta, sui quali tutti domina la campagna con la sua ricca terra fertile talora poeticamente velata dalla nebbia, le solitarie tenute che sanno di un tempo passato ed i suoi abitanti con il loro caratteristico accento, che nemmeno il parlare in italiano riesce ad annullare.


Al centro, Lendinara, scrigno di cultura, storia e di bellezze artistiche, trova un giusto riconoscimento, salendo in primo piano come ambientazione principale, accanto ad altre cartoline della provincia rodigina (Ficarolo, Occhiobello, Costa, Ceregnano, Rosolina) con soli alcuni scorci veneziani a cornice, ad inizio e fine film.
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