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Ha salvato un maialino dal macello, ma per l'Ulss lo deve... sfrattare

Il caso

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Simona con Elvis (foto da Facebook)

E' la storia di Simona Eduardo, che un anno fa era arrivava a Rovigo per strappare il piccolo Elvis dal suo destino. Da allora il maialino vive in casa con lei. Ma per l'Usl piemontese non è possibile.
Un anno fa era arrivata fino a Rovigo da Torino per salvarlo dal macello.



E poi lo aveva adottato, il "suo" Elvis, il maialino di poco meno di 2 anni che Simona Eduardo, Operatrice socio sanitaria a Torino (la sua città) e vegana convinta, ha "inserito" nella sua famiglia. Insomma proprio come un animale domestico.



Elvis - come mostrano le foto pubblicate da Simona su Facebook - gira per la città al guinzaglio insieme alla famiglia della donna: il marito, tre figli e un cagnolino.

E in famiglia ci vive.



Tutto bene? Neanche per sogno.



Perché sulla vicenda ci ha messo le mani la burocrazia, nelle vesti dell'Usl di Torino. In base al regolamento sanitario del capoluogo piemontese, infatti, un maialino in casa non ci può stare.



Il regolamento recita, senza ombra di dubbio, che " nell’interno dell’abitato e nelle case agglomerate, è proibito il tenere stalle ad uso di armenti di qualunque specie, né maiali, né un numero eccessivo di pollame, piccioni, cani, gatti...".



E già che ci sono, i veterinari starebbero anche "investigando" sulle modalità del trasporto di Elvis da Rovigo a Torino. Perché il trasporto di animali (cani e gatti esclusi) prevede una serie di adempimenti sanitari e burocratici... Sempre la burocrazia, insomma.



Resta solo una domanda: se verrà allontanato da casa, che fine farà il piccolo Elvis?
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