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"Se ti offende questo non è amore", polizia in piazza contro la violenza

La campagna

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25/11/2017 - 08:00

“Non credere che sia colpa tua e non aver paura di chiedere aiuto”: la violenza contro le donne non ha scuse né giustificazioni. E’ questo il messaggio lanciato dalla polizia di stato che ieri mattina era presente in piazza Vittorio Emanuele II con un camper allestito a tema, in occasione della giornata di oggi, dedicata al contrasto della violenza di genere.



L’obiettivo della campagna “Questo non è amore”, promossa a livello nazionale è duplice: da un lato facilitare l’incontro tra le donne vittime di violenza e le forze dell’ordine, dall’altro sensibilizzare tutti i cittadini sull’importanza di una reale parità di genere.



Ieri mattina si sono avvicinati in tanti al punto informativo allestito dalla questura e in cui erano presenti non soltanto agenti delle varie divisioni, ma anche personale medico. Oltre alle volontarie del centro antiviolenza del Polesine e ad alcune socie del club Soroptimist. Lo slogan di quest’anno “Questo non è amore” punta il dito contro tutti i comportamenti che troppo spesso partner e mariti violenti mettono in atto in nome di un amore che in realtà è soltanto una forma distorta di questo nobile sentimento. “Se pretende amore o sesso quando tu non vuoi, se ti fa del male fisico, se ti offende, se ti umilia - recita la lunga lista pubblicata sugli opuscoli della polizia - se ti controlla, se minaccia la tua libertà economica...questo non è amore”.



Di fronte a tali atteggiamenti le donne possono, anzi dovrebbero, denunciare i loro aggressori, anche se nella maggior parte dei casi si tratta di uomini con cui hanno un forte legame affettivo. La questura spera così di far emergere il sommerso, ovvero i casi di violenza taciuta e nascosta.



I primi risultati del Progetto Camper contro la violenza sulle donne sono stati incoraggianti: da luglio del 2016, quando l’iniziativa è stata avviata, a settembre del 2017 sono stati ben 45mila i contatti registrati a livello nazionale, facendo scaturire più di 450 segnalazioni all’autorità giudiziaria.



Da qualche mese la questura di Rovigo può contare, inoltre, su una sala di ascolto protetta che permette alle donne vittime di violenza di raccontare gli orrori subiti in uno spazio tranquillo e raccolto, evitando così ulteriori traumi.



Un passo importante, che si inserisce in un cammino nazionale promosso dalla polizia di stato, come scrive il capo della Polizia nell’opuscolo distribuito ieri mattina in piazza Vittorio: “La Polizia di Stato vuole continuare a essere in prima linea - afferma Franco Gabrielli- perché quel valore di uguaglianza diventi effettivamente autentico e perché ogni episodio di violenza contro una donna è una sconfitta per tutti”.

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