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Il bimbo colpito da meningite sta reagendo bene alle cure

Salute

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Foto d'archivio

Pur con tutte le cautele, dall'Ulss esce qualche segnale positivo. Il piccolo aveva ricevuto due delle tre dosi di vaccino previste contro la meningite. Intanto prosegue la profilassi.
E’ stato un pomeriggio a dir poco frenetico quello di martedì 30 gennaio, vissuto dalla squadra messa in piedi in emergenza dal facente funzione di Igiene e Sanità Giovanna Casale. Era già tardi quando ieri è giunta la notizia dal reparto di pediatria.



“Abbiamo chiesto innanzitutto alla Regione - spiega la dottoressa Casale - perché fino a poco tempo fa la profilassi per questo tipo di meningite, di cui attendiamo la tipizzazione da Padova, non veniva eseguita; poi il Ministero della Salute ha voluto essere più prudente”.


Essendo arrivata nel pomeriggio, è stata una maratona per i medici contattare i genitori dell'asilo nido Buonarroti e anche le farmacie di Rovigo, dove è stato recuperato l’antibiotico da dare come sciroppo: si tratta di una chemioprofilassi, che non ha controindicazioni ed è ben tollerata.



“Abbiamo rassicurato i genitori - dice la dottoressa Casale - perché si tratta del ceppo meno virulento. In ogni caso attendiamo domani i risultati delle analisi da Padova, dove sarà tipizzato il ceppo. Se è quello che noi presumiamo, ovvero Haemophilus influenzae non dovranno continuare con la profilassi. In caso contrario per quattro giorni i bambini dovranno continuare con l’antibiotico, ma sono già coperti con questa dose”.





Gli adulti a contatto con il bambino che ora sta lottando per superare la malattia non hanno dovuto fare profilassi. “Non è contagioso per gli adulti ma solo per i bambini”, assicura la dottoressa Casale.



Per quanto riguarda la salute del piccolo, filtra un po' di ottimismo.



Intanto perché ci sono alcuni indizi che lasciano ben sperare: il virus non sembra di tipo B, la più virulenta e anche la più letale delle forme in cui il virus emofilo può presentarsi.

Il fatto poi che il piccolo paziente avesse già ricevuto le prime due dosi di vaccino contro la meningite, è un altro elemento che gioca a suo favore e che potrebbe rivelarsi decisivo nella lotta contro il virus. Il bimbo non aveva ancora completato il trattamento vaccinale che, vista la tenera età è suddiviso in tre richiami, ma probabilmente gli anticorpi già “allertati” gli hanno fatto comunque da scudo rispetto a manifestazioni più aggressive del virus.



“La cautela in questi casi è d’obbligo - afferma il direttore generale dell’Ulss 5 Antonio Compostella - ma il bimbo sta rispondendo bene alla terapia e ci auguriamo il meglio”.
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