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Il clochard che resiste al gelo per stare coi suoi cani

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Con questo freddo che ha toccato punte insopportabili in questi giorni con notti gelide, molti senza tetto che trovavano rifugio in strutture abbandonate o in stazione, hanno trovato un rifugio all’asilo notturno allestito nell’ex chiesetta San Michele, lungo il Corso del Popolo.



C’è chi però rifiuta ancora qualsiasi forma di “accoglienza” e un letto sotto un tetto. E’ il clochard conosciuto da tutti come Giulio, che in genere sosta sotto la galleria di piazza Vittorio Emanuele II e che continua a preferire il piazzale Di Vittorio come casa di fortuna.




A chi gli propone di farsi aiutare risponde che non accolgono il suo cane e che non lo abbandonerebbe mai.




Un “limite” - se vogliamo - confermato da chi si occupa di prima accoglienza alle persone indigenti che non hanno nemmeno un letto su cui riposare e un té caldo per riscaldarsi un po’.



Come Arcisolidarietà che spiega con la responsabile Donata Tamburin: “Purtroppo noi siamo in un appartamento che non ha spazi verdi e anche quello del comune, quindi anche per una questione di convivenza con altre persone non è possibile accogliere animali.



"Tuttavia - aggiunge - che a me risulti il signore non è mai voluto entrare in un asilo notturno. Ha sempre rifiutato questo tipo di aiuto”.




C’era, un tempo, una struttura per gli indigenti con uno spazio all’aperto per gli animali, ma attualmente le strutture a disposizione sono prive di questi spazi.




“Purtroppo - aggiunge Isabella Ghinello della Lega nazionale per la difesa del cane - anche le case di riposo non hanno la possibilità di ospitare i cani. Soffrono gli anziani e soffrono anche i cani”.

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