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Confartigianato e contributi non dovuti, vertici nei guai

Confartigianato e contributi non dovuti, vertici nei guai. Al via il processo per cinque amministratori: l’accusa è indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato.

Confartigianato e contributi non dovuti, vertici nei guai

Contributi economici, erogati da enti pubblici, ottenuti indebitamente perchè le spese non sarebbero state sostenute. Nell’occhio del ciclone sono finite una serie di imprese che fanno parte della “costellazione” di Confartigianato di Rovigo: Confartigianato Imprese, Confartigianato Servizi, Evoluzione Azienda e Progetto Impresa.

Si è aperto questa mattina, davanti al collegio del tribunale di Rovigo, il processo relativo all’accusa di indebita percezione di erogazioni a danno dello stato, in cui sono imputate cinque persone, amministratori all’epoca dei fatti contestati: Marco Marcello, allora in qualità di presidente di Confartigianato Imprese Rovigo; Paolo Forti, allora amministratore unico di Progetto Impresa; Gabriele Zinato, allora amministratore unico di Evoluzione Azienda; Antonello Sartori, amministratore unico di Confartigianato Servizi, nonchè amministratore occulto di Evoluzione Azienda e Progetto Impresa; Andrea Trombin, allora amministratore occulto di di Evoluzione Azienda e Progetto Impresa.

Le indagini della procura si erano concentrate su due fronti: da un lato sul concorso “Le mani d’oro-Artigianato Day”, un progetto di tecnica e arte riservato alle scuole primarie e medie inferiori; dall’altro su due corsi di formazione riservati ai lavoratori cassaintegrati e agli apprendisti

Nel primo caso (lettera a del capo di imputazione), ovvero quello del concorso riservato alle scuole, il progetto era indetto e finanziato dalla Camera di commercio di Rovigo, che aveva concesso, a dicembre del 2012,  un contributo economico di 40mila 304 euro a Evoluzione Azienda, per le spese.

Le fatture presentate all’ente “sponsor” parlavano infatti di premi in denaro da consegnare ai vincitori del concorso. Soldi che però, secondo l’accusa, le cinque scuole (di Rovigo e provincia) non avrebbero mai incassato. Allo stesso modo, sempre secondo l’accusa, non sarebbero stati saldati i fornitori del materiale informatico e di intrattenimento riferito al progetto.

Con riguardo alla lettera b) del capo di imputazione, sempre secondo l’accusa, con riferimento ai due corsi di formazione a favore dei lavoratori cassaintegrati e degli apprendisti, sarebbe stata presentata, ai soggetti pubblici eroganti, una rendicontazione falsamente attestante l’avvenuto pagamento dei compensi dei docenti (che in realtà non sarebbero stati corrisposti), conseguendo indebitamente contributi economici concessi ed erogati da enti pubblici.

I corsi rientravano in un’iniziativa della Regione Veneto nell’ambito di un più ampio progetto europeo. I contributi con cui avviare i corsi venivano erogati direttamente dalla Provincia di Rovigo e dall’Istituto Veneto per il Lavoro: i due enti si avvalevano di Confartigianato Servizi, struttura accreditata, per l’esecuzione del progetto. Sempre secondo l’accusa, venivano erogati 41.941 euro. Senza che, tuttavia, fossero stati corrisposti i compensi ai docenti che avevano tenuto i corsi. Il capo di imputazione parla di episodi fino a giugno 2014.

Questa mattina, davanti al collegio del tribunale di Rovigo, l’udienza filtro, con l’ammissione delle prove e il rinvio al 21 febbraio del 2019, quando saranno sentiti i testi.

Le difese punteranno a dimostrare l’infondatezza delle accuse.

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