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L'evento

Rovigo celebra la Repubblica

Parata dei militari e discorso della autorità, poi la consegna delle onorificenze.

Inno nazionale, tricolore al vento e parata in centro storico. Stamattina anche la città di Rovigo ha celebrato la 72esima festa della Repubblica. La manifestazione, articolata in due momenti, ha preso il via in piazza Vittorio Emanuele II con la cerimonia alzabandiera, la deposizione delle corone davanti alla Gran Guardia e i discorsi delle autorità. Poi, nel Salone del Grano, si è svolta la consegna dei diplomi e delle onorificenze al merito della Repubblica, seguita dall’esibizione musicale degli alunni del conservatorio Venezze.

Il primo a prendere la parola è stato il prefetto Enrico Caterino, che ha letto il messaggio del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Poi è stata la volta del sindaco di Rovigo Massimo Bergamin, che ha aperto il suo discorso con una citazione di Cicerone: “La Repubblica è la cosa del popolo, e popolo non è ogni unione di uomini raggruppata a caso come un gregge, ma l’unione di una moltitudine stretta in società dal comune sentimento del diritto e dalla condivisione dell’utile collettivo. Con il referendum del 2 giugno 1946 - continua il sindaco - l’Italia votava per scegliere se abolire la monarchia in favore della repubblica. Il popolo si espresse e nessuno mise in discussione l’esito della volontà delle nostre donne e dei nostri uomini”.

“Non posso esimermi dal fare cenno alla crisi istituzionale che in questi giorni ci ha riguardato tutti da vicino. Finalmente, è prevalso il buon senso e l'ascolto delle volontà dei cittadini. Perché è il popolo la base delle istituzioni. Senza popolo non ci sarebbe la nostra Repubblica. Auspico quindi che, come nel 1946, le istituzioni sappiano ascoltare la volontà dei cittadini e i cittadini non smettano mai di esprimere il loro pensiero attraverso il voto”.

Il presidente della provincia Marco Trombini, dopo aver ringraziato i sindaci e il prefetto, ha invece voluto rivolgere un pensiero a tutte le donne, che nel ‘46 votarono per la prima volta: “E’ intollerabile che nel 2018 si senta ancora parlare di femminicidio”. Sul palco sono saliti anche quattro studenti del Roccati e del Viola Marchesini, che hanno spiegato come le nuove generazioni vivono e interpretano i valori che il 2 giugno rappresenta.

La manifestazione è poi proseguita nel salone del Grano, con la consegna delle onorificenze al merito della Repubblica a Luciano Garbin, Pietro Sponton, Francesco Spinello, Cinzia Romagnolo, Salvatore Gibilisco, Orazio Distefano, Riccardo Natali, Dina Maria Sandri, Nazzareno Cremesini, Cristiano Cusin, Paolo Biscaro, Graziano Barbierato, Claudio Romanin, Franco Castaldelli, Giuseppe Maccaro, Dionisio Matera, Evaristo Pregnolato e Riccardo Scaranaro.
Sono stati invece premiati con la Stella al merito del Lavoro Roberto Ambrosini, Simonetta Caniato, Marco Valentino Dall’Occo, Tonino Ferrari, Roberto Mazzucato, Lucio Mella, Claudio Rossini e Erminio Vallese.

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