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Rovigo

Lodo ex Gabar, vittoria del Comune

L’area doveva essere un gioiellino in mezzo a San Bortolo. Fallito prima di cominciare

Lodo ex Gabar, vittoria del Comune

28/06/2018 - 20:55

 Buone notizie sul fronte dei contenziosi a Palazzo Nodari: il Comune ha vinto in appello a Venezia contro il fallimento della Erre gestioni srl, la società che aveva chiesto un risarcimento da 10 milioni di euro per un Piruea che non è mai partito.

Può tirare un sospiro di sollievo la Ragioneria (sono quasi 850mila i fondi accantonati per i contenziosi del Comune) e tutto Palazzo Nodari, e l’avvocato civico Ferruccio Lembo, che ha seguito dagli esordi la lite giudiziale. Nell’area abbandonata che si affaccia su viale Oroboni e che ora è in mano ai curatori fallimentari (il commercialista Nicola Rizzo e l’avvocato Alessandra Sichirollo), è rappresentato il flop di un piano di riqualificazione del 2004, l’ex mercato ortofrutticolo che doveva diventare l’area residenziale con tanto di piazzetta e parcheggi del quartiere San Bortolo. La Erre gestioni di Stanghella acquistò l’area per 4,7 milioni di euro, dei quali 3,3 pagati al Comune. I restanti 1,4 sarebbero stati pagati con la costruzione di un edificio da adibire ad uffici comunali. In tutto l’edificazione di 63mila metri cubi destinati all’edilizia residenziale, 7.250 dedicati ad aree commerciali (uffici e negozi), oltre ad edifici di carattere direzionale.

Un quartiere capace di dare alloggio a 240 residenti, e poi uffici comunali su mille metri quadrati, 3.243 metri di parcheggio e 3.404 metri quadrati di area commerciale, negozi ed altri esercizi. Infine un’area verde di 3.902 metri quadrati. Niente di tutto questo è mai sorto. Il progetto si è arenato proprio sul parcheggio. La Erre gestioni, che nel frattempo è fallita, chiese dunque la risoluzione del contratto per inadempimento del comune e la restituzione del prezzo di vendita, oltre al risarcimento danni: 10 milioni di euro. Il successivo lodo arbitrale aveva dato ragione al comune. Ora anche l’appello di Venezia. Intanto l’area è lontana dall’essere messa all’asta. E rimane un mostro in mezzo a San Bortolo. In cui è già una “grazia” che gli amministratori del fallimento curino lo sfalcio dell’erba quando il Comune lo ordina.

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