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WEST NILE

Caos bonifiche, “chi paga cosa?”

Al centro del tavolo l’emergenza West Nile e il piano straordinario della Regione

Caos bonifiche, “chi paga cosa?”

E’ stato un confronto a dir poco acceso, quello di ieri in Cittadella, con i sindaci riuniti dal presidente della conferenza dei sindaci Franco Vitale (Rosolina) e dal vicepresidente Antonio Bombonato (Costa di Rovigo). Al centro del tavolo l’emergenza West Nile e il piano straordinario della Regione, presenti il direttore sanitario Edgardo Contato, il primario del dipartimento di Igiene e Sanità Giovanna Casale e l’entomologo Simone Martini.

Per i sindaci il problema è “chi paga e come”, perché anche se la Regione ha assicurato che i costi per gli interventi straordinari saranno rimborsati da Venezia, non tutte le amministrazioni hanno tecnicamente pronta la soluzione per mettere a bilancio la voce “disinfestazione da West Nile”.

L’incontro di ieri mattina, doveva essere di coordinamento, per illustrare il piano straordinario della Regione è stato anche una platea in cui molti sindaci si sono detti preoccupati, sia per l’effettivo impegno della Regione, che per le tempistiche.

In una prima fase saranno 21 i comuni in cui sarà eseguita una disinfestazione completa, che - assicura l’entomologo Martini - è innocua per la cittadinanza. Le ditte che eseguiranno la bonifica, infatti, (finora la Tecnoambiente di Castelguglielmo e la Ise di Noventa Piave a Venezia) utilizzano una sostanza chiamata piretroide, “una specie di crisantemo antizanzare”, sintetizza il dottor Contato.

Rovigo ha già cominciato una disinfestazione a 360 gradi: “Grazie alla somma urgenza e al fatto che la Regione ha già emanato un documento in cui dice che gli interventi straordinari verranno rimborsati dalla Regione - spiega l’assessore all’Ambiente Andrea Bimbatti - abbiamo avviato le pratiche e siamo già operativi”. A Rovigo, d’altronde è morta Rosa Ceruti, la professoressa di inglese di 84 anni, proprio per un contagio da West Nile.

Ma i sindaci ieri in assemblea hanno espresso molte perplessità: gli interventi quindicinali, previsti oltre a quelli straordinari dalla Regione, chi li dovrà pagare? Dovranno essere eseguiti in piazze, aree verdi, scuole, campi sportivi e quindi non sono nemmeno a macchia di leopardo.

La dottoressa Casale ha detto che al quesito risponderà a stretto giro di posta, mentre Antonio Bombonato vicepresidente della Conferenza dei sindaci, ha espresso un’ulteriore perplessità, di carattere più generale. “Le zanzare sono nate con il Polesine - premette - siamo pieni di fossati con acqua ristagnante, dove proliferano le zanzare. In realtà dovremo sì lavorare tutti, anche i cittadini, per ridurre il rischio di punture da zanzara, ma sarà difficile debellarla. Inoltre la novità è che c’è un aumento degli uccelli corvidi. Sono questi, contagiati dal West Nile, che vengono punti a loro volta dalle zanzare”.

Come svuotare il mare con i secchi d’acqua, insomma. Ma non ci si può fermare, mentre i medici polesani sperano nella ricerca di un vaccino contro il virus West Nile.

Per ora la Regione ha definito l’intervento di emergenza, che costerà già milioni di euro. Che i Comuni veneti nella fascia 1 e due (cioè quelli che hanno avuto uno e quelli che hanno avuto due o più casi) dovranno tirare fuori dal cappello magico del bilancio, aspettando poi i rimborsi.

I comuni che dovranno eseguire disinfestazione adulticida e larvicida su tutto il territorio sono 21: Adria, Badia Polesine, Bergantino, Castelmassa, Fiesso Umbertiano, Giacciano con Baruchella, Lendinara, Occhiobello, Polesella, Rovigo, Trecenta, Villadose, Bagnolo di Po, Canaro, Corbola, Gaiba, Guarda Veneta, Fratta Polesine, Stienta, Villamarzana e Villanova del Ghebbo.

K. Are.

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