VOCE
LA SEGNALAZIONE
11.03.2019 - 11:25
La bimba ha oltre 39° di febbre, ma la guardia medica non può venire a casa a visitarla. Questa la segnalazione di un genitore, che ha ritenuto di diffondere la propria lamentela. "Domenica mattina - comincia il suo racconto - ho chiamato la guardia medica in quanto avevo mia figlia di 11 anni con febbre a poco più di 39° e tosse. Bene, mi hanno risposto: 'gli dia tachipirina e tra un'ora circa ce la porti qui in ambulatorio'".
Il padre, però, comprensibilmente preoccupato per la febbre alta, prova a insistere, riferisce, per una visita a domicilio. "Mi hanno risposto - prosegue il suo racconto - che non vengono. A quel punto ho fatto notare che forse non era il caso di far uscire di casa una bimba di 11 anni in quello stato clinico, mi hanno risposto che loro valutano i casi per uscire. Chiedendo quali parametri avessero, dopo giri di parole mi hanno risposto che escono per Tso oppure per allettati, mentre gli altri casi vengono valutati di volta in volta".
"A quanto mi risulta, chiede il padre, in sede c'erano quattro medici, ma hanno detto che non possono lasciare il presidio in quanto hanno 90mila assistiti da visitare. Io chiederò spiegazioni anche alla direzione sanitaria".
La questione è dibattuta da tempo. Da una parte, infatti, c'è la legittima preoccupazione dei pazienti o dei loro familiari, dall'altra la situazione dei medici che, chiaramente, si trovano a dovere redigere una scaletta di priorità, non potendo materialmente essere dappertutto.
"Diciamo subito che non esiste un protocollo definito che possa coprire tutti i casi - spiega il direttore generale dell'Ulss 5 Antonio Compostella - La valutazione dei casi che richiedono l'uscita del medico e di quelli che, invece, possono essere gestiti in ambulatorio di solito viene rimessa, appunto, al professionista, tramite l'intervista telefonica". Quello che, invece, il numero uno della sanità in Polesine ci tiene a chiarire sin da subito è che la guardia medica è comunque attrezzata perché il personale possa uscire, qualora se ne presentasse la necessità.
"Uscire o non uscire - spiega infatti Compostella - non dipende assolutamente dal numero di medici presenti o dal bacino di utenza. I turni sono sempre organizzati in maniera che ci sia più di un medico, proprio per potere garantire la copertura di tutte le urgenze".
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