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Preso e arrestato il pirata che ha investito e ucciso il ciclista

Si tratterebbe di un 31enne, di Lendinara. In passato, aveva lavorato anche in un locale molto noto del Polesine

Preso il presunto pirata che nella prima mattinata di venerdì 7 giugno ha investito e ucciso un anziano cicloturista lungo la Regionale a Lendinara all'altezza del negozio di moto di Marinelli Motors (LEGGI ARTICOLO). A perdere purtroppo la vita è stato il cicloturista 75enne Riccardo Ferrari, residente a Trento, ma cittadino della Svizzera, dove, a lungo, ha vissuto per lavoro. Secondo le prime ricostruzioni, stava tornando da Rimini, dove era andato a trovare la sorella. Erano quasi le cinque del mattino. A chiamare il 112, una donna che aveva visto il corpo, ormai senza vita, riverso sulla regionale 88, alle porte di Lendinara.

Una Punto, secondo le prime ricostruzioni, ha tamponato il velocipede dell'anziano. Un urto violentissimo, che ha ucciso sul colpo il 75enne. Poco dopo, il conducente della Punto si sarebbe fermato a controllare i danni all'auto, poi sarebbe ripartito, dopo avere caricato a bordo alcuni pezzi persi dalla vettura nell'impatto. Una azione immortalata da una telecamera di videosorveglianza di un'area privata. Non è occorso molto, ai carabinieri, coordinati dal sostituto procuratore della Repubblica Andrea Bigiarini, per individuare il presunto autore dell'investimento mortale. E' stato raggiunto a casa, dove gli è stata contestata la flagranza, essendo trascorsa circa un'ora.

Si tratta di un giovane di 31 anni, di Lendinara. Davide Zambello. E' conosciuto e stimato, in città. In passato, aveva lavorato anche in un locale molto noto di Rovigo, il Canevone. Ora, invece, lavorava da qualche mese in un ristorante di Barbona. E' stato arrestato con l'accusa di omicidio stradale, all'esito delle indagini dei carabinieri.  Lo difende l'avvocato Arabella Brognara, di Rovigo, assieme alla collega Maria Francesca Tosi, di Lendinara. Ora, i difensori attendono la fissazione dell'udienza di convalida. Sarà la prima occasione, per il giovane, per spiegare la propria versione dei fatti.

A quanto si apprende, sostiene di avere avvertito un urto e di essere sceso per vedere cosa fosse accaduto. Non trovando, però, traccia di nulla, a parte i danni sulla sua auto, avrebbe pensato di avere colpito un animale, o qualcos'altro. Non certo una persona. Nessuna intenzione di porre in essere, insomma, una fuga o comunque una omissione di soccorso. Spiegazioni che, a breve, potrà fornire al giudice.

In base alle prime ricostruzioni, nella serata di giovedì 6 giugno, il giovane avrebbe terminato il proprio turno di lavoro al ristorante, del quale è lo chef, molto stimato da tutti. Datori di lavoro e colleghi lo considerano infatti un dipendente inappuntabile, sul lavoro, che non ha mai dato alcun problema. Uscito dal lavoro, avrebbe raggiunto alcuni amici, per passare la serata assieme. Al momento dell'incidente, stava tornando a casa.

Clicca qui per la diretta completa della conferenza dei carabinieri.

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commenti 1
  • adriano tolomio

    08 Giugno 2019 - 08:08

    Resta da piegare perchè ha caricato e portato via i pezzi persi dalla sua auto. Cosa vuol dire, che pensava fosse un animale, allora non aveva bisogno di soccorso in ogni caso? E poi di certo non può nn avere visto anche al'ultimo momento il ciclista che supera l'altezza della vettura.

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