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Maestri (e alunni) nella precarietà

I maestri diplomati magistrali a rischio licenziamento dopo la “chiamata”. È un sistema che rende precari insegnanti e alunni. Parla il maestro che lo scorso anno ha fatto lo sciopero della fame.

Maestri (e alunni) nella precarietà

Alla fine Stefano Siviero ce l’ha fatta. Il maestro di Rovigo che lo scorso anno di questi tempi ha contrastato con uno sciopero della fame la sentenza del Consiglio di Stato, di fatto escludeva i maestri con diploma magistrale dalle graduatorie ad esaurimento per l’immissione in ruolo, ha ottenuto grazie al concorso straordinario di essere immesso a ruolo. “E’ successo proprio in questi giorni - racconta - ho preso ruolo a Mestre ma per garantire la continuità didattica, ho la possibilità di tornare alla Pascoli dell’istituto Rovigo 1. Poi durante l’anno farò domanda di trasferimento a Rovigo, per rimanere in pianta stabile”.

Ma oggi il problema si ripresenta per centinaia di maestre in tutto il Veneto, diplomate magistrali, ma senza la laurea in scienze primarie (richiesta ora ma non al tempo dell’assunzione), che, anche dopo decine di anni di insegnamento, sono state licenziate. “In Polesine che io sappia non è ancora successo - spiega Siviero - ma succederà. Io ho appena saputo di una collega licenziata da una scuola a Verona a pochi giorni dalla sentenza a lei sfavorevole dell’11 luglio. Con la beffa che questa collega, che veniva da un contratto a tempo indeterminato, non ha avuto nemmeno diritto nemmeno all’assegno di disoccupazione, detto Naspi”.Nel Veneto rischiano circa 8000 maestri anche di più, mentre 2.400 sono riusciti ad accedere al concorso straordinario, ma pochi sono entrati in ruolo circa 90 persone in tutto.

Per queste posizioni si è spesa lo stesso assessore Elena Donazzan, che in questi giorni ha sottolineato la grave ingiustizia per persone che avevano acquisito dei diritti e si ritrovano invece con la vita lavorativa (e non solo) sconvolta.

“Amareggia e stupisce – ha dichiarato la titolare delle politiche reginali per l’istruzione – che questo governo (ora caduto ndr) si sia dimenticato dei propri insegnanti diplomati magistrali che non hanno nemmeno il sussidio di disoccupazione. Per loro nessun reddito di cittadinanza e, peggio, nessun riconoscimento del ruolo di educatori che dovrebbe essere prioritariamente tutelato proprio dallo Stato”.

“Maestre diplomate, ma senza laurea, sono state lasciate a casa nonostante le reiterate promesse di una soluzione politica – prosegue l’assessore - Sono state licenziate e sono quindi escluse dalle Graduatorie ad esaurimento (Gae ndr). Non hanno nemmeno diritto alla Naspi”.

In Polesine questa scure sulle maestre magistrali si affianca la “sfortuna” che è una provincia povera, con pochi abitanti e dunque pochi alunni. “La competizione tra gli insegnanti - conclude Siviero - è forte si avrà bisogno di mettere tante supplenze, e i maestri continuano ad andare avanti con le supplenze o con le raduatorie di istituto, anche se vantano professionalità e titoli” . Di tutto questo stress lavorativo e precarietà nelle classi - non è una considerazione marginale - soffrono gli alunni che hanno la sfortuna, insieme ai loro insegnanti, di vivere la stessa precarietà didattica.

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