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LA MOSTRA

Colore a connubio con l’astratto

Emozioni su tela, nella personale dell'artista Emanuela De Franceschi, in Pescheria Nuova

Colore a connubio con l’astratto

11/09/2019 - 09:47

“Sulle ali dell’arte-Selezione di opere della serie Contaminazioni plastiche” è la mostra personale di pittura dell’artista romana, Emanuela De Franceschi, alla Pescheria Nuova. Laureata in lettere all’università di Roma, la De Franceschi ha coltivato, negli anni, la passione per la pittura, prima figurativa e poi legata alla scomposizione, frammentazione e movimento della figurazione. Ha frequentato noti artisti, come Silvio Bicchi, Anna Esposito, Melchiorre Melis, la Scuola libera del Nudo dell’Accademia Romana di Arti Figurative e la Scuola Romana di Fumetto.

La classicità delle immagini la sollecita a trovare un nuovo linguaggio che la colleghi al contemporaneo e, nelle sue composizioni, l’artista cerca sempre un rapporto di armonia ed equilibrio. La rassegna, una settantina di opere, di grandi dimensioni, a tecnica mista e ad olio su tela si può considerare un’antologica, in quanto è costituita da dipinti che vanno dal 2016 al 2019. Nei quadri, l’immagine classica è posta accanto all’astratto perché l’una esalta l’altro. Le opere sono valorizzate anche dall’uso del colore, che l’artista ama particolarmente, “Il colore è la mia droga, dà un senso all’opera - afferma - specialmente il rosso, il blu e l’oro”.

In forza del dialogo tra pittura e scultura, tra pittura ed astratto, in cui crede la pittrice, l’incipit artistico è costituito da un trittico, “Luci ed ombre” in cui si presenta il volto di una statua classica, talvolta visibile e talvolta seminascosto da un velo pittorico leopardato. Quindi si passa a “C’era una volta un re” (Creso), il sovrano che mutava in oro tutto ciò che toccava, rappresentato con aspetto fratturato, perché la sua è una ricchezza indebita, che non porta alla pace né al benessere, mentre in alto, a sinistra, si notano le tavolette dalla scrittura etrusca che raccontano la storia del re, ultimo sovrano della Lidia, antica regione dell’Asia Minore. Si procede con “Fase rem”, due volti scultorei ad occhi chiusi: uno scomposto, dal colore rosso e bianco, l’altro, levigato, in tonalità bluastre. Colpiscono anche “Sacro blu”, un viso di donna blu intenso, gli occhi dalla pupilla d’oro, lo sfondo foglia-oro e la ripresa di un occhio in basso, a destra.

Altri soggetti sono “L’eroe fragile”, in cui risalta la maestosità del protagonista (tre volti su fondo rosso), ma che è fratturata perché la gloria del sangue e della vittoria è inficiata da un letale destino; quindi, “Gold, l’età dell’oro” che rappresenta la pace e il benessere, opera selezionata per l’esposizione universale del 2020, a Dubai (Emirati Arabi Uniti). Icona della mostra è poi “Il dubbio dell’angelo”, la statua di un angelo nerboruto, con ali leggere e trasparenti, che ha un dubbio viscerale, infatti il suo secondo volto è posto proprio nella zona delle viscere.

I quadri Mediterraneo e Sacro Blu sono stati esposti, nel 2017, a Londra, alla Pall Mall Gallery, nell’ambito del progetto “Infinity” del critico romano, Giammarco Puntelli. Infine, molti dipinti sono dedicati al pittore toscano, Amedeo Modigliani. La mostra resterà aperta fino a domenica prossima.

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