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DEMOGRAFIA

Nuovi nati, Polesine in picchiata

Fra i Comuni maglia nera a Papozze, mentre Castelguglielmo inverte la tendenza. Rovigo al 5,8

Nuovi nati, Polesine in picchiata

La cicogna non passa più per il Polesine. O meglio, ci passa ancora ma con meno frequenza. Il calo delle nascita, e quindi dei residenti è da tutti indicato come uno dei problemi della provincia di Rovigo. L’età mediasi alza, quindi, anche perché i nuovi nati sono sempre meno.

La statistica pubblicata da Open polis evidenzia quanto il Polesine subisca la picchiata del numero delle nascite. Il numero dei fiocchi rosa e azzurri in 4 anni, dal 2013 al 2017 è calato del 13,31%, passando da 1.728 nati a 1498. Un calo, quindi di 230 nascite. Una tendenza che si è accentuata in quanto la contrazione demografia, tra Adige e Po, dura da diversi anni.

Il resto del Veneto non se la passa meglio, a dire la verità, ma se non altro può contare su numeri di residenti più elevati. In provincia di Padova il calo, in 4 anni, è stato del 16% (da 8.219 a 6.902). In provincia di Verona la diminuzione è stata del 7,80% (da 8.201 a 7.561). In provincia di Venezia calo del 12% (da 6.666 a 5.866). A Vicenza calo del 14,63% (da 7.654 a 534). A Treviso calo del 13,47% (da 8.035 a 5.9539. A Belluno, infine, tracollo del 12,79 %(da 1.470 a 1.282). Tutto il Veneto, dunque in regressione demografica. Anzi tutta Italia perché dal 2013 al 2017 solo la provincia di Bolzano ha registrato un aumento di nascite, dell’1,33%. Il calo a livello nazionale è stato dell’11%.

Il tasso di natalità in veneto è di 7,2 ogni mille abitanti (7,3 a livello nazionale).

In Polesine, invece il tasso di natalità è di 6,3 bambini nati ogni mille residenti, il più basso del Veneto a pari merito (o demerito) con Belluno, provincia montana con tutti i problemi che ne conseguono.

Restando in Polesine. Rovigo nel 2017 ha registrato un tasso di natalità del 5,8, mentre nel 2014 era del 6,4. Nel resto del Polesine, il tasso più elevato è Castelguglielmo con 11,41 poi San Bellino col 10,01% col 10,5. Maglia nera Papozze col 2,7, davanti a Pettorazza col 3,1. Fra i centri grossi: Adria è al 6,1; Porto Viro al 7,6; Lendinara al 6,1, Badia al 6,2; Occhiobello al 9,1 e Porto Tolle al 6. Fra le particolarità ci sono alcuni tracolli, come Bosaro, passato dal 10,5 al 3,3 in 4 anni. Il calo delle nascite è abbastanza costante qualche incremento c’è stato, come a Castelguglielmo, passato dal 6 a 11 nascite ogni mille residenti.

A Verona invece l’indice di natalità maggiore della regione, con l’8,2, davanti a Treviso (7,8), Vicenza (7,6) e Padova (7,4). In cima alla graduatoria nazionale c’è Bolzano (10,2 nascite ogni mille abitanti). In coda la sarda Carbonia-Iglesias con 4,7. Ecco allora che il combinato disposto calo delle nascite e bassa frequenza per numero di residenti, fa sì che in Polesine l’allarme demografico sia più marcato. Ed anche più sentito con varie conseguenze dal punto di vista sociale (lavoro, economica, fuga dei giovani), più volte sottolineate da sociologi, ma anche da esponenti del mondo dell’economia e della politica.

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