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Torna il "Selfie" consapevole

Il laboratorio teatrale sull’uso dei social e sul tema dell’identità di Teatri Off Padova per gli studenti di Padova e Rovigo

Torna il "Selfie" consapevole

Giunge alla sua quinta edizione “Selfie-Teatro e social network”, il laboratorio teatrale proposto dalla compagnia Top-Teatri Off Padova ad alcune scuole di Padova e Rovigo con l’intento di stimolare nei ragazzi una riflessione sull’uso delle nuove tecnologie e dei social network, nonché sulla dipendenza che sempre più spesso ne deriva.

Ideato e curato dagli attori Gianni Bozza e Loris Contarini e vincitore di “Attivamente 2019-2020” - iniziativa promossa e sostenuta dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo per arricchire l’offerta formativa delle scuole di ogni ordine e grado delle province di Padova e Rovigo - il progetto si conferma, ancora una volta, vincente e vede coinvolto un numero sempre maggiore di classi. Durante l’anno scolastico in corso i due artisti e formatori incontreranno 30 classi e 20 scuole, per un totale di circa 750 adolescenti tra i 13 e i 18 anni.

Negli incontri , con l’aiuto di alcune tecniche ed esercizi teatrali, i ragazzi sono sollecitati a raccontare di sé ai compagni per poi analizzare insieme il modo e le parole da loro scelti per farlo, i messaggi arrivati agli altri coetanei. Un’esperienza che conduce i partecipanti a toccare con mano come “esporsi” e relazionarsi nel mondo reale sia ben diverso dal farlo nel mondo virtuale del web e dei social. …E cosa succede quando la piazza non è la propria classe o il gruppo di amici “veri”, ma quella più sconosciuta e globale, e perciò incontrollabile della rete?

E' intorno a questo interrogativo che si articolano le due giornate di confronto e laboratorio di “Selfie”, con l’obiettivo di sviluppare nei giovani il senso dell’“identità” dell’individuo (se stessi e l’altro), e dunque una riflessione sulla necessità di proteggere il valore della propria dimensione personale e privata, cercando di far crescere capacità critica e maggior consapevolezza rispetto a cosa significhi consegnare una parte della propria vita, delle proprie emozioni e delle relazioni “reali” alla virtualità della rete. Al termine del laboratorio, ai ragazzi è chiesto di scrivere in forma anonima cosa porteranno con sé dell’esperienza vissuta e di come pensano muterà il loro rapporto con i social, le nuove tecnologie, e soprattutto con gli altri compagni.

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