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CORONAVIRUS IN POLESINE

E' la settimana cruciale. "Ma l'infezione resterà a lungo"

Quattro nuovi casi. Il direttore generale dell'Ulss: "Siamo la provincia con la situazione migliore a livello veneto"

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Il direttore generale dell'Ulss 5 Antonio Compostella

Nelle ultime 24 ore 373 nuovi casi di positività a livello veneto. "Un numero leggermente più basso rispetto ai giorni precedenti, con nuovi 93 ricoverati, ma 26 ricoveri in terapia intensiva - ha detto il direttore generale dell'Ulss 5 - Dal punto di vista numerico abbiamo un lieve calo della quantità dei casi, ma abbiamo vari casi gravi, con ricovero in Terapia intensiva. Sicuramente questa è una settimana decisiva, in questi giorni avremo il primo responso sulla efficacia delle misure prese a livello nazionale, per capire se la curva della crescita attenuerà un po' la propria pendenza. Al momento, l'impressione è positiva, ma servono conferme. Questo non vuole dire che abbiamo imboccato l'ultimo miglio, assolutamente no. Dobbiamo diminuire il ritmo della crescita, ma la permanenza della infezione sarà molto più lunga".

Oggi, in Polesine, abbiamo 5 persone ricoverate in Terapia intensiva a Trecenta, con la patologia contratta in forma grave. "Il problema - ha proseguito Compostella - è che oltre alla numerosità in sé, abbiamo casi complessi dal punto di vista clinico".

A livello polesano, arriva il riscontro di quattro nuove positività. Due persone che non risiedono in Polesine, due che invece risiedono nella nostra provincia. Focalizzandosi sui polesani, abbiamo una signora del 1938 del Mediopolesine, che ha contratto l'infezione, verosimilmente, a livello familiare; è il quinto paziente in Terapia intensiva, le condizioni sono impegnative; c'è, poi, una 30enne di Rovigo che è operatore sanitario a Schiavonia, risultata positiva; non è assolutamente grave e si trova in isolamento domiciliare. Partita, come sempre, l'analisi dei contatti per disporre gli isolamenti.

Abbiamo poi una coppia, di 60 anni lui, di 50 lei, formalmente residenti a Rovigo, ma da tempo domiciliati nel Padovano, che avevano in corso le pratiche per il trasferimento della residenza. Solo figurativamente, quindi, risultano in carico all'Ulss 5, ma non sono residenti in Polesine e pure tutti i contatti fanno riferimento al Padovano. Sono 17 i ricoverati tra Pneumologia e la Semiintensiva respiratoria, tre in Malattive infettive e 5 in Terapia intensiva a Trecenta. 

"In mattinata, alla volta di mercoledì - ha proseguito Compostella - dovrebbero arrivare nuovi ventilatori polmonari per allestire nuovi posti letto attrezzati in Terapia intensiva, perché il tema coronavirus durerà a lungo. Al momento, il Polesine continua ad essere la provincia del Veneto con la situazione meno grave".

Compostella ha poi parlato dell'attività di controlli con i tamponi nelle case di riposo, dopo che, in Polesine, erano risultate alcune positività alla casa di riposo di Fratta Polesine e alla piccola casa di Padre Leopoldo a Rovigo. Nella prima, su 50 controllati, per ora tutti i riscontri sono stati negativi. Di recente, poi, si è manifestata anche la positività di un medico di Villa Tamerici, la casa di riposo di Porto Viro. "Abbiamo immediatamente allertato la struttura, per isolare i contatti e per prendere tutte le precauzioni del caso - ha spiegato Compostella - sin da venerdì, quando è emersa la positività, abbiamo chiesto i possibili contatti, infatti, alla luce della turnazione. La risposta è arrivata questa mattina e, di conseguenza, cominceremo a eseguire il tampone a questi operatori".

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