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CORONAVIRUS A ROVIGO

Rossini: "Caso sospetto all'Iras, situazione a rischio"

La segnalazione del consigliere comunale, che chiede l'intervento del sindaco

"Posteggi gratis e incentivi a chi apre". Il commercio si salva così

Antonio Rossini, consigliere comunale

"Mi è appena stato segnalato per iscritto, affinché mi attivi nella mia veste di consigliere, che ieri sera c’è stato un caso sospetto all’Iras presso il nucleo arancio: un’ospite trasportata in ospedale civile con febbre a 39 e tosse". Lo scrive il consigliere comunale Antonio Rossini, parlando di un possibile caso di coronavirus all'Iras, l'istituro rodigino di assistenza sociale, in particolare nella sede di San Bortolo.

Rossini prosegue poi evidenziando quelle che, secondo le segnalazioni che assicura di avere ricevuto, potrebbero essere problematiche relative alle dotazioni di sicurezza interne all'ente.

"Da quello che mi è stato riportato - prosegue infatti il consigliere comunale - il personale del 118 si sarebbe meravigliato dicendo 'così vi mettono a lavorare? Senza dpi?' (ossia dispositivi di protezione individuale, ndr). Spero per il personale e per i degenti che il tampone sia negativo, altrimenti la situazione potrebbe risultare pericolosa, ancor più considerato che i dipendenti dichiarano che il personale continua a prestare servizio ora in nucleo ora nell’altro, quando sappiamo che se dovesse esserci un eventuale positivo tra gli operatori e/o tra gli ospiti diventerebbe una situazione davvero irrimediabile, come abbiamo visto in altre case di riposo".

"Di notte ancor oggi il personale di due diversi nuclei - prosegue la segnalazione di Rossini - continua a unirsi per effettuare il giro notturno in tre nuclei. Camici monouso non se ne vedono in reparto. Inoltre tutti gli ospiti mangiano nelle sale da pranzo dei nuclei, senza che tra di loro ci siano le distanze di sicurezza".

"A questo punto è sempre più urgente verificare se le segnalazioni scritte che continuano a pervenirmi siano mere apprensioni e percezioni di uno stato di insicurezza per la propria e altrui salute, o se siano reali - afferma Rossini - Urge quindi che un organo terzo verifichi la situazione lavorativa delle dipendenti. Insisto pubblicamente a chiedere che il sindaco faccia intervenire gli ispettori regionali e, se sarà necessario, anche la magistratura affinché il personale operativo venga sentito con tutte le garanzie e le tutele per una deposizione senza alcuna riserva".

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