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CORONAVIRUS IN POLESINE

Contagio in ospedale a Rovigo, a Urologia: sette pazienti positivi

Dopo la chiusura del reparto di Urologia di mercoledì 25 marzo, la situazione pare aggravarsi

Paziente positivo a Urologia a Rovigo. Tamponi e reparto per ora chiuso

L'avviso che informa della momentanea chiusura del reparto

Nuove positività al coronavirus in ospedale a Rovigo. La notizia di un paziente positivo nell'area di Urologia - Chirurgia generale - Chirurgia, in particolare nel reparto di Urologia, dell'ospedale di Rovigo era già arrivata nella giornata di mercoledì 25 marzo (LEGGI ARTICOLO). Immediatamente, l'azienda Ulss si era attivata con i tamponi al personale dell'area, coprendo tutti i dipendenti.

Allo stesso modo, erano stati "tamponati" i pazienti: sono così emerse otto positività. Zero in chirurgia generale, uno in chirurgia vascolare, sette in urologia. Positivi, in tutto, anche due dipendenti. A questo punto, tutta l'area chirurgica rimane chiusa sino a lunedì. I reparti, cioè, restano operativi, ma non si eseguono interventi e non entrano nuovi pazienti. Per urgenze importanti dalla chirurgia vascolare saranno trattate a Rovigo con una equipe selezionata per essere certi della negatività di tutti i componenti.

Il personale opera con dispositivi di protezione. Il personale positivo andrà in isolamento, se asintomatico, il personale con tampone negativo e asintomatico, proseguirà il lavoro. Per quanto concerne i pazienti, le otto persone verranno trasferite al settimo piano dell'ospedale di Rovigo, dove c'è la terapia semiintensiva respiratoria. Qui, troveranno un chirurgo che le segue come avrebbe fatto in reparto. Resteranno qui per la prosecuzione delle cure, sia per la parte chirurgica che per quella legata all'infezione da coronavirus. Tutti i pazienti negativi edll'area chirurgica, invece, saranno spostati in un'area "pulita" dell'ospedale di Rovigo. Lo scopo è quello di svuotare le degenze, in modo da procedere a una intera disinfezione dei locali dell'area chirurgica, per poi fare tornare nuovamente qui i pazienti. Il tutto dovrebbe essere portato a termine entro la giornata di lunedì.

Una brutta notizia, purtroppo, solo in parte mitigata dall'annuncio che il contagio tra i pazienti di Riabilitazione e Lungodegenza dell'ospedale San Luca di Trecenta, annunciata mercoledì 25 marzo, era invece un clamoroso equivoco, dovuto - secondo i primi riscontri - ad errori commessi nel corso della processazione dei tamponi da parte del laboratorio di Trecenta, che aveva appena avviato la propria attività (LEGGI ARTICOLO). Infatti, il doppio riscontro, con riprocessazione dei tamponi da parte di ben due laboratori esterni, ha escluso ogni positività tra i pazienti. Riprende, quindi, lo "svuotamento" dell'ospedale di Trecenta da parte dei pazienti Non Covid, che saranno smistati in altre strutture.

Sul fronte, invece, del personale dei reparti di Riabilitazione e Lungodegenza del San Luca di Trecenta, a fronte di un iniziale annuncio di due medici e di due operatori positivi, al momento appare confermato unicamente un medico positivo al virus, mentre per l'altro medico e i due operatori si attende il riscontro dai laboratori esterni.

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