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CORONAVIRUS IN POLESINE

Altri due decessi, il totale sale a 12

Il bollettino del direttore generale dell'Ulss 5

Coronavirus: i medici di Padova, la cura funziona

Il Polesine piange altre due vittime (Foto di repertorio)

Prosegue, a livello regionale, l'andamento discendente del contagio. Lo ha spiegato il direttore generale dell'Ulss 5 Antonio Compostella.

A livello locale, il bollettino è molto pesante.

Due nuovi decessi. Il totale arriva, quindi, a 12 nella nostra provincia. Ieri pomeriggio si è spenta una donna del 1938, Rina Marangoni, di Ceneselli, che aveva eseguito il tampone il 20 marzo, con sintomatologia manifestatasi il 21 marzo. Era stata quindi ricoverata ad Adria, quindi in Terapia intensiva a Trecenta, dove si è spenta nel pomeriggio di mercoledì 8 aprile. Il secondo deceduto è un uomo del 1942, Adolfo Mottaran, di Castelmassa, dell'Altopolesine, venuto a contatto con un caso positivo, era stato posto in isolamento domiciliare, poco dopo l'isolamento aveva cominciato a manifestare sintomatologia, quindi era stato ricoverato il 20 marzo in Malattie Infettive. Il 21 è stato intubato e spostato a Trecenta, alla luce di una evoluzione rapida e negativa della sintomatologia. "Alle due famiglie le condoglianze mie e di tutta l'azienda", ha detto Compostella.

I nuovi casi positivi a Geriatria a Rovigo, c'è un focolaio. Sono in tutto 11 i nuovi casi positivi al coronavirus in ospedale a Rovigo, Geriatria. Era stato eseguito, dopo le prime positività, il tampone a tutti i pazienti, trovando già delle positività. In mattinata, il riscontro dei tamponi sui pazienti che si sperava fossero negativi, dopo il primo tampone. Il risultato parla di 11 nuove positività a Geriatria. Per tutti questi il tampone eseguito alla fine di marzo o a inizio aprile era risultato negativo, mentre quello eseguito ora appare positivo. "Si tratta, purtroppo, di un microfocolaio generatosi in ospedale a Rovigo", spiega Compostella. Immediatamente era stato attuato un rigoroso isolamento. Il reparto era stato chiuso ai ricoveri, mentre è stata programmata la sanificazione. Si proseguirà su questa strada, mentre i nuovi positivi saranno trasferiti, come gli altri, a Trecenta. L'attività di accoglimento riprenderà unicamente ad avvenuta sanificazione, nell'attesa nuovi ingressi saranno smistati a medicina a Rovigo oppure ad Adria. "Abbiamo comunque individuato tutti i pazienti positivi - ha spiegato il direttore generale - ora procederem a debellare il focolaio".

Gli altri contagiati. Un uomo del 1951 del Mediopolesine, che ha avuto un contatto con un caso positivo, si trova in isolamento domiciliare; una donna del 1971 dell'Altopolesine, lavora nel Veronese, dove è verosimile sia venuta in contatto col virus; un uomo del 1976 dell'Altopolesine, venuto in contatto con un caso positivo, non presenta sintomi, prosegue l'isolamento domiciliare; una donna del 1968 del Mediopolesine, è una operatrice sanitaria di una struttura del Padovano, dove pare sia venuta in contatto con un caso positivo; una signora del 1957 dell'Altopolesine, venuta a contatto con un caso positivo in ambito familiare, prosegue l'isolamento; un giovane del 1992, dell'Altopolesine, venuto a contatto con un caso positivo, prosegue l'isolamento domiciliare; un ragazzino del 2007 del Bassopolesine, sottoposto al tampone assieme ai genitori, i cui tamponi sono in attesa, ma potrebbero essere positivi: una situazione legata molto probabilmente a comportamenti poco responsabili, perché il padre sarebbe venuto a contatto - ha detto il direttore generale dell'Ulss 5 - con un caso positivo di alcuni giorni fa. "Alcuni contatti della persona - spiega Compostella - non sarebbero stati riferiti, tra i quali, appunto, quello relativo al padre del ragazzino, così che non è stato possibile tracciare la mappa completa del contagio. E' importante che le persone positive si sforzino di ricordare tutti i contatti che ha avuto"; una signora del 1938 del Mediopolesine, ricoverata in Malattie infettive; una signora del 1940 dell'Altopolesine, senza particolari contatti, quindi con un contagio ancora da ricostruire, indirizzata alle Malattie infettive e ricoverata; un signore del 1952 del Bassopolesine, che opera nel Veronese, dove è verosimile abbia contratto il contagio, si trova in isolamento domiciliare; una donna del 1958 dell'Altopolesine, che per altre problematiche di salute, ha eseguito numerosi accertamenti sanitari in ospedali fuori provincia, in uno dei quli potrebbe essere entrata in contatto col virus, al momento è asintomatica e si trova in isolamento domiciliare.

La situazione in Polesine. La nostra provincia rimane comunque quella col minor numero di casi positivi e il tasso di mortalità inferiore a livello veneto e una di quelle con una situazione meno grave a livello italiano. "Il virus, però - ha proseguito Compostella - è ancora presente".

La situazione nelle case di riposo. A oggi la situazione di Fratta Polesine, della casa di riposo Sacra Famiglia appare pienamente sotto controllo, con 26 persone disabili poste in isolamento in quanto risultate positive, con una guarita. Sono tutte persone asintomatiche, grazie a un isolamento attuato in maniera rapida e corretta. E' presente quotidianamente un operatore Ulss che collabora con la casa di riposo. All'Iras di San Bortolo e a Casa Serena in Commenda, a Rovigo, sia persona che ospiti, confermata la unica positività di una donna di 95 anni, prima a Casa Serena e ora a San Bortolo. Agli Istituti Polesani di Ficarolo, alla prima positività di un pazienda disabile, si era aggiunta quella di otto operatori e di cinque ospiti disabili, risultati positivi al test rapido e in attesa della conferma del tampone. Qui attuare un isolamento efficace è molto difficile, dal momento che si parla di pazienti disabili in età anche giovane, con problemi psichici ma in piena efficienza fisica, spesso iperattivi dal punto di vista motorio, che ha bisogno del contatto con le altre persone. Al momento, su 214 dipendenti della struttura sono state riscontrate otto positività, su 225 ospiti disabili in tutto 10. Si tratta di dati confermati all'esito del tampone, con due ulteriori positività, tra i disabili, rispetto a quelle dei giorni precedenti. Anche in questo caso, una caposala esperta dell'Ulss 5 è stata inviata nella struttura per gestire la situazione nella maniera migliore. "Nei prossimi giorni - prosegue Compostella - potremmo avere altre positività". Per quanto riguarda la residence di Ficarolo, ossia la struttura destinata ad anziani non autosufficienti; su 127 ospiti testati abbiamo riscontrato due positività, messe in isolamento; si attendono i dati relativi agli operatori. La processazione di questi tamponi avviene al laboratori di Trecenta. Alla casa di riposo di Badia Polesine, tutti i tamponi processati sono risultati negativi, anche se la processazione non è ancora completa: siamo a 53 tamponi su 160, per gli ospiti, e a 84 dei dipendenti su un totale di 127.

I nuovi guariti. Sono tre, col totale che passa da 31 a 34.

I tamponi al personale dell'Ulss 5. La campagna tamponi ai dipendenti dell'azienda sanitaria procede. A oggi sono stati eseguiti su 1180 dipendenti, sia dei tre ospedali che del dipartimento di salute mentale, che del distretto, che delle ditte esterne che lavorano in ambienti Ulss. Al momento, dopo essere partiti dal personale delle aree maggiormente esposte, sono state individuate 16 positività. Si tratta di 11 infermieri, 3 oss, due fisioterapisti e un medico. "Un dato incoraggiante", completa il direttore generale.

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