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Le disposizioni

Ripartono le messe, ma solo nelle chiese parrocchiali

Il vescovo di Adria e Rovigo, Pierantonio Pavanello, ha spiegato quali saranno le regole: "Sì a battesimi, matrimoni e funerali"

Ripartono le messe, ma solo nelle chiese parrocchiali

Messe solo nelle chiese più grandi, perdita di circa due terzi dei posti, sì a battesimi, matrimoni e funerali (che termineranno in chiesa e non con la benedizione in cimitero), rinviate comunioni e cresime, eucarestia con i guanti e confessioni fuori dai confessionali. Sono queste alcune delle disposizioni che il vescovo di Adria e Rovigo, Pierantonio Pavanello, ha spiegato nel corso della videoconferenza in vista della riapertura, da lunedì prossimo, anche delle chiese alle funzioni religiose.

"Da lunedì prossimo ci sarà la ripresa delle celebrazioni col popolo, ma l'inizio più importante sarà domenica 24 maggio con la messa nel giorno del Signore - ha spiegato il vescovo - dopo quasi tre mesi ritorneremo a celebrare col popolo, o almeno con una rappresentanza perché la possibilità di accesso alla chiesa sarà condizionata dalle misure igienico sanitarie. Da lunedì riprenderanno le celebrazioni delle esequie, si tornerà a fare i funerali in chiesa con limiti precisi: potranno entrare in chiesa solo un numero di fedeli che consenta il distanziamento, per evitare assembramenti, e il funerale si chiuderà in chiesa ovvero il sacerdote non accompagnerà la salma al cimitero per la benedizione".

"E' già un passo in avanti, stiamo uscendo da questa emergenza - commenta Pavanello - penso a questa situazione come a una convalescenza: quando ci si ammala diventa importante il periodo della convalescenza. Anche la liturgia sarà possibile ma in forma limitata, con gradualità partiremo con le celebrazioni con un numero limitato di fedeli, la capienza delle chiese si ridurrà a un terzo rispetto a quella dei tempi normali. Non sappiamo quante persone verranno a messa, lo vedremo la prima domenica e in base alla esperienza vedremo quali misure prendere. E non si celebrerà in tutte le chiese, solo in quelle parrocchiali. Per capirci a Rovigo niente messa nelle chiese di San Domenico, Rotonda e Centro Mariano. In Polesine cercheremo di concentrare le celebrazioni nelle chiese più grandi".

"Ci saranno poi i laici e i volontari che controlleranno l’accesso alla chiesa, una occasione per le comunità di diventare più partecipi alla vita della messa - aggiunge il vescovo - per questo invito tutti a essere pazienti, noi preti per primi, e poi anche i fedeli. Potrà capitare che qualcuno non possa entrare in chiesa all’orario prescelto, si dovrà avere questo spirito di attenzione e discrezione, sapendo che si tratta di un primo passo molto condizionato. E anche chi, per motivi di salute, non potrà partecipare alla messa, dico a loro di non sentirsi esclusi, è possibile santificare anche per loro il giorno del Signore con la preghiera personale e quella in famiglia, che abbiamo riscoperto in questo periodo e che va valorizzata, o seguendo le celebrazioni in via tv e streaming".

Don Enrico Turcato, che ha assistito il vescovo durante la videoconferenza, ha poi illustrato tecnicamente cosa accadrà durante le celebrazioni. "Sarà vietato entrare in chiesa a chi ha la febbre sopra i 37.5 gradi, sintomi influenzali, chi è stato a contatto con persone positive al coronavirus - le sue parole - banchi e sedie saranno distanziati per avere un metro e mezzo tra le persone. I posti saranno contrassegnati da bollini e si cercherà che le persone occupino quelli disponibili. Chi entra in chiesa dovrà igienizzarsi le mani col gel a disposizione, le acquasantiere saranno vuote e i fedeli non troveranno il foglietto della messa o il libretto dei canti. I parroci potrebbero organizzarsi spedendoli via whatsapp, è un'idea al vaglio".

"Il numero dei ministri e dei chierichetti sarà ridotto al minimo per garantire le distanze - prosegue don Enrico - al termine della messa verranno igienizzati sedie, banchi e ogni elemento a contatto con le persone. Non è permessa la presenza del coro ma ci sarà la musica, con uno strumentista. Niente processione offertoriale e tanto meno la raccolta delle offerte, ma sarà disposta una cassetta in fondo alla chiesa e le persone potranno comunque fare l’offerta per la vita della comunità e per i poveri. Niente segno della pace, ma soprattutto per la comunione, situazione più delicata, il sacerdote potrà distribuirla dopo essersi igienizzato le mani, con guanti e mascherina, ai fedeli, nel palmo della loro mano, in fila per rispettare le distanze di 1,5 metri tra persona e persona, con il ritorno al proprio banco lungo un altro percorso".

"Cresime e prime comunioni, che in questo periodo sarebbero state celebrate in ogni parrocchia, sono sospese e rimandate - conclude don Enrico - invece la confessione viene garantito nella misura in cui presbitero e penitente indossino dispositivi di sicurezza all'interno della chiesa ma non nel confessionale, in un luogo, come una cappella per esempio, dove sia garantita la riservatezza del momento. Sono sospese tutte le altre forme di aggregazione delle parrocchie. Infine una parola sui volontari: ne serviranno tanti, le parrocchie stanno cercando di coinvolgere Protezione civile e gruppi locali per garantire il servizio d’ordine. Chiediamo a tutti di vivere questo tempo con serenità e fare in modo che vada tutto bene collaborando".

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