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“Hai il reddito? Ora vai a lavorare”

L’interrogazione al Comune: “Partecipazione obbligatoria, pena la perdita del sostegno”

"La solita arroganza Pd... Gaffeo, i candidati sono sette!"

ROVIGO - Mandiamoli a lavorare! E’ la richiesta di Silvia Menon, consigliere comunale di opposizione. Che l’altra sera, durante la seduta dell’aula di palazzo Nodari ha rivolto un’interrogazione all’assessore ai servizi sociali Mirella Zambello, con la quale chiede all’amministrazione di coinvolgere i beneficiari del reddito di cittadinanza nei progetti di pubblica utilità. All’interrogazione, la Menon ha chiesto di avere risposta scritta, dunque bisognerà attendere i tempi tecnici previsti dal regolamento per sapere qual è la posizione del Comune in materia.

Dal canto suo, la Menon ha sottolineato che a prevedere l’impiego dei percettori del reddito di cittadinanza nei lavori di pubblica utilità è stato “il decreto del ministero del Lavoro entrato in vigore con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’8 gennaio scorso”. Una norma che “impone ai beneficiari del sussidio di offrire, nell’ambito del patto per il lavoro e del patto per l’inclusione sociale, la propria disponibilità per la partecipazione a progetti, utili alla collettività, da svolgere nel Comune di residenza”. La mancata adesione al patto da parte di uno dei componenti del nucleo familiare comporta, tra l’altro, la perdita del reddito di cittadinanza.

Questi progetti di pubblica utilità - ha sottolineato ancora la Menon nel suo documento - “dovranno essere individuati a partire dai bisogni e dalle esigenze della comunità. Il catalogo spazia dall’ambito culturale a quello sociale, passando per ambiente, attività artistiche, formazione e tutela dei beni comuni. I Comuni, singoli o associati e raccordandosi a livello di ambito territoriale, sono responsabili dell’approvazione, attuazione, coordinamento e monitoraggio dei progetti posti in essere, anche con l’apporto di altri soggetti pubblici e del privato sociale. Ad esempio nell’ambito della manutenzione del verde pubblico - suggerisce la Menon - dovranno essere previste forme di supporto agli operatori degli enti locali, che mantengono la responsabilità delle attività”.

L’impegno minimo richiesto è di 8 ore settimanali, fino ad un massimo di 16.

“Dopo la sospensione per il Covid - dice la Menon - è ora di capire a che punto si trova l’amministrazione nell’elaborazione dei ‘Puc’ che sono uno strumento utile doppiamente in quanto: può dare nuovo valore e nuova forza alle persone percipienti il reddito di cittadinanza che partecipando a lavori utili alla comunità trovano nuova dignità; può migliorare la nostra comunità con azioni per le quali non si avrebbero risorse economiche”.

Ma a che punto sia il Comune di Rovigo nell’attuazione di questo piano, al momento, non è noto. Intanto, però, il reddito di cittadinanza continua a costare 13 milioni di euro al mese soltanto nel Veneto. Mentre chi lo percepisce non fa nulla: non partecipa ai progetti di pubblica utilità, non ancora lanciati dai Comuni; ma soprattutto non vede offrirsi nessuna possibilità d’impiego, visto che il lavoro dei famosi navigator (nove persone in Polesine, per 27mila euro di stipendio annuale a testa) è praticamente fermo all’anno zero.

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