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ECONOMIA

Zero fiducia: investimenti in calo

Nel 2019 in Polesine depositati risparmi per 5,3 miliardi ma gli impieghi scendono a 4,1

Zero fiducia: investimenti in calo

In un anno, i polesani hanno depositato nei conti bancari la bellezza di 5,3 milioni di euro. Ma a fronte di questa cifra, sono stati chiesti prestiti per soli 4,1 miliardi. Un trend che rispecchia quello che avviene nel resto del Veneto: anzi, negli ultimi cinque anni - segnala il centro studi della Confapi di Padova - i depositi delle famiglie sono costantemente cresciuti (passando, a Padova, dai 20,6 miliardi del 2015 ai 25,1 del 2019) mentre i prestiti sono andati contraendosi anno dopo anno (dai 27 milioni del 2015 ai 22,9 dello scorso anno).

“Il credito è al collasso”, dicono dalla Confapi di Padova. Ma il problema non sono le banche: sono gli imprenditori - segnala l’associazione di categoria della piccola industria - a non investire più - e dunque a non domandare più denaro. E questo avviene perché non c’è più fiducia nel futuro. “Sono gli imprenditori a non rivolgersi più alle banche - confermano da Confapi - perché le politiche di corto respiro del governo e un quadro normativo iperburocraticizzato disincentivano gli investimenti”.

Negli ultimi cinque anni il totale degli impieghi destinati a imprese e famiglie venete dalle banche al territorio è sceso di circa quattro miliardi l’anno: dai 140,2 miliardi di fine 2015 si è scesi sino ai 118,9 registrati al 31 dicembre 2019. Soltanto nell’ultimo anno sono tre miliardi in meno, rispetto ai 121,9 del 2018. Una tendenza irreversibile.

Ma i dati acquistano una dimensione ancora più sconfortante se si considera l’andamento del tutto opposto dei depositi negli istituti di credito, che continuano ad aumentare: dai 105,2 miliardi del 2015 si è saliti anno dopo anno sino ai 129,7 di oggi (7,1 miliardi in più rispetto ai 122,6 del 2018).

Fabbrica Padova, centro studi di Confapi, ha preso in esame le cifre messe a disposizione dalla Banca d’Italia e da Unioncamere alla luce di quanto si sta verificando in seguito all’insorgere dell’emergenza coronavirus, radiografando un’inclinazione che rischia di accentuarsi ancora di più nei prossimi mesi. Secondo quanto riferisce la Banca Centrale Europea, infatti, i risparmiatori italiani stanno depositando molti più soldi sui propri conti, in linea con quanto sta accadendo negli altri stati dell’Ue. In particolare, a marzo 2020 gli italiani hanno depositato 16,8 miliardi di euro negli istituti di credito, con un aumento del 254% rispetto ai 6,6 miliardi nel marzo 2019 e con un incremento del 346% rispetto alla media mensile nazionale dell’anno precedente (circa 4,85 miliardi di euro). Un fenomeno che non riguarda solo il Belpaese. In Francia nello stesso mese di marzo sono stati depositati oltre 19 miliardi di euro, in Spagna circa 10 miliardi.

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