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ELEZIONI REGIONALI 2020

Corrado de Rinaldis Saponaro, segretario nazionale del Partito Repubblicano, in città

Presenti anche Giulia Battista, candidata consigliere e due candidate nelle liste di Verona e Padova

Il segretazio nazionale del Partito Repubblicano in visita a Rovigo

Dopo l’appuntamento a Vicenza con Daniela Sbrollini, il segretario nazionale del Partito Repubblicano, Corrado de Rinaldis Saponaro è passato a Rovigo, presso il Caffè Thun in piazza Garibaldi, invitato dal capolista Adino Rossi e dai coordinatori di Italia Viva, Arianna Corroppoli - anche candidata consigliere regionale - e Leonardo Raito.

Presenti oltre a Corroppoli e Raito anche Giulia Battista, candidata consigliere anch’ella e due candidate nelle liste di Verona e Padova, Anna Tiziana Quintino e Marlene Di Costanzo, a rappresentare l’importanza delle donne nella coalizione capeggiata da Daniela Sbrollini.

Il segretario nazionale nel suo intervento ponderato e colto, ha sottolineato l’importanza dell’unità di sigle e di intenti che è raccolta nel simbolo in competizione alle elezioni regionali. Un’unità che si propone per fare una “politica della ragione”, una politica, sia a livello veneto che nazionale, che è l’unica alternativa valida per proiettare il Paese fuori dalle secche ideologiche e valoriali che con l’avvento dell’antipolitica grillina, e dell‘assenso colpevole di Pd e Lega, ha portato misure assistenzialistiche e sterili, e nessuna possibilità di miglioramento - missione quotidiana di ogni persona per se stessa e di ogni buon politico per la società.

Durante il suo eccellente intervento, il segretario Corrado de Rinaldis Saponaro ha altresì auspicato che nell’ambito di una visione nazionale si possa lavorare con la stessa unità di intenti per portare nel 2023 un governo di alto profilo, per la salvezza nazionale con Draghi premier. Aperture già constatate nei mesi scorsi da parte di Forza Italia. Necessaria però una nuova legge elettorale.

Il segretario prevede che il voto veneto contribuirà ad acuire la spaccatura tra la Lega di Salvini e quella di Zaia, e al contempo ad aprire uno scenario nuovo di rimpianto della vera Lega di Bossi, che con i discorsi sulle macro regioni , in particolare modo quelle del Nord, aveva intravisto addirittura maggiore sbocco e opportunità verso l’Europa.

Breve ma determinato il passaggio sul referendum sulla riduzione del numero dei parlamentari : ovviamente un NO secco per non cadere nel tranello antidemocratico dei 5stelle, “ignoranza al potere”.

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