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MOBILITA’

La pandemia ha fatto aumentare (ancora di più) l’utilizzo dell’automobile

Uno su quattro dichiara di soffrire d’ansia, e uno su cinque ha paura di utilizzare i mezzi pubblici

La pandemia ha fatto aumentare (ancora di più) l’utilizzo dell’automobile

La pandemia ha fatto aumentare (ancora di più) l’utilizzo dell’automobile a discapito dei mezzi pubblici. Lo dice la seconda edizione dell’Osservatorio mobilità e sicurezza realizzato da Continental, che cerca di rispondere a queste temi tracciando una fotografia del vissuto, delle percezioni e delle aspettative degli utenti della strada oggi e nel prossimo futuro.

In questo momento, l’automobile è ritenuta dal 72,9% dei veneti il mezzo più sicuro con cui muoversi, ed è percepita oggi come sinonimo di prudenza responsabilità. Un dato rilevante, spiegabile soprattutto dal sentimento negativo di ansia (22,7%) che accompagna gli abitanti della regione e che si configura come il motivo principale dei loro cambiamenti di abitudini.

Chi dichiara di spostarsi in modo differente rispetto al periodo pre Covid-19, lo fa o per paura di prendere i mezzi pubblici (20,4%) o perché sta sperimentando le nuove modalità di lavoro e studio come lo smartworking o la didattica a distanza (27,8%).

Da questo ultimo punto ne deriva anche una riduzione drastica degli spostamenti (42,6%) e del conseguente bisogno di mobilità.

La domanda sorge spontanea: queste nuove abitudini sono destinate a perdurare nel tempo? In linea con i risultati ottenuto a livello nazionale, anche in Veneto non si prevede di tornare alle abitudini pre-Covid a breve: il 79,7% manterrà le nuove abitudini “sicure” di spostamento anche in autunno e in inverno, il 64,8% anche quando sarà finita la pandemia e arriverà il vaccino.

Dal cambio delle abitudini e dalle intenzioni di comportamento futuro emerge una mobilità che ha ancora, al centro, l’automobile come il principale e prescelto mezzo di trasporto. Un mezzo che gli intervistati desiderano sostenibile sia dal punto di vista economico che da quello ambientale e in grado di garantire spostamenti sicuri, efficienti e puliti.

Ma i veneti sono orientati ad acquistare un nuovo veicolo e a cambiare quello attuale? Il 73,9% dice di no o per motivi economici (il 37,3% del sub campione) o perché ritiene ancora affidabile il proprio mezzo (34,7%) o ancora per la mancanza di incentivi adeguati (7,3%).

Lo scenario cambia davanti all’ipotesi di poter usufruire di incentivi per l’acquisto di nuovi autoveicoli ecologici: in presenza di aiuti da parte dello Stato o delle Regioni, il 60,1% si dichiara propenso ad utilizzarli e cambiare la propria auto. In questo frangente il 22,6% sceglierebbe un autoveicolo ad alimentazione ibrido plug-in, il 18,9% uno ibrido benzina, il 17% uno elettrico mentre un 15,1% rimane ancorato al tradizionale mezzo a benzina.

In previsione di un ritorno alla completa “normalità”, si avverte la necessità di ripensare la struttura, la viabilità e le infrastrutture delle città. Ben l’80,3% dei veneti infatti desidera una mobilità fatta di sostenibilità vera che rispetti l’ambiente e che veda come protagonisti autoveicoli sicuri ed ecologicamente “puliti”, e non una mobilità fatta di monopattini elettrici, mono-ruota o biciclette (12,8%).

Il desiderio di trasformazione però si scontra con la percezione delle persone (51,2%) che crede che il proprio Comune non sia ancora pronto ad accogliere questi cambiamenti di tipo sociale e strutturale.

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