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Oltre il virus

Fattoria, la sicurezza qui è ferrea

Il presidente Zoccarato: “In caso di limitazioni d’orario o chiusure, il principio dei ristori deve valere per tutti”

La grinta di Claudio Zoccarato, presidente della Fattoria, è cosa nota: lui fa parte di quella categoria di persone che non mollano. E anche questa volta, con i Centri commerciali nel mirino di chi lo vorrebbe chiusi la domenica e con la spada di Damocle di un lockdown che pende sulla testa di tutt’Italia, non si scompone. Anche se la preoccupazione c’è. E non potrebbe essere diversamente. “Diciamo che con l’ultimo Dpcm lo Stato ha stabilito un principio: chi viene chiuso viene ristorato. E visto che fino a prova contraria in Italia non ci sono esercizi di serie A ed esercizi di serie B, devo pensare che anche per i centri commerciali valga eventualmente la medesima logica”.

Anche perché - diciamolo per inciso - intervenendo su bar e ristoranti, la cui regolamentazione è di competenza regionale, il governo ha messo sul tavolo un precedente.

“I centri commerciali - prosegue Zoccarato - sono pienamente in controllo. E non è pensabile che ci siano categorie che ricevono indennizzi e categorie che restano esclusi”. Della serie dura lex sed lex...

Se ci sarà un lockdown serviranno dunque soldi veri, non promesse. Il principio dei ristori per chi è costretto a chiudere l’ha stabilito il governo. E deve valere per tutti. Anche perché delle limitazioni ulteriori o peggio ancora una chiusura in questo periodo dell’anno avrebbero conseguenze peggiori rispetto alla scorsa primavera. I negozi si sono preparati al Natale, hanno fatto acquisti consistenti di merci e chiudere a novembre sarebbe un colpo durissimo. Se poi lo stop dovesse estendersi a dicembre ne verrebbe fuori un quadro apocalittico. Senza contare che già il coprifuoco alle 18 e tutte le misure introdotte hanno avuto l’effetto di rallentare i consumi”.

Fuori dagli uffici il Centro commerciale prosegue nella sua vita. Una vita fatta di regole ferree, a cui è impossibile sottrarsi. “Qui si entra con la mascherina e si esce con la mascherina. Non troverete una persona senza”.

Del resto la sicurezza e il rispetto rigoroso delle norme sono l’assicurazione sulla vita per qualsiasi attività. E per un Centro commerciale ancora di più. Si parte con il numero contingentato degli ingressi (in Fattoria non si può andare oltre le 4mila unità, calcolate attraverso i contapersone installati su tutti gli ingressi); si prosegue con il personale di sorveglianza che è stato raddoppiato proprio per controllare l’utilizzo della mascherina ed evitare che si crei qualsiasi tipo di assembramento. All’interno della Fattoria ci sono inoltre 12 colonnine con il gel igienizzante, che si aggiungono a quelle di tutti i singoli negozi (e alla fine sono più di cento punti).

Dall’inizio dell’emergenza ad oggi abbiamo già utilizzato 600 litri di igienizzante e abbiamo distribuito un numero consistente di mascherine, che il personale ha a disposizione per ogni evenienza; abbiamo triplicato le pulizie, e viene svolta una sanificazione quotidiana di tutte le superfici. Inoltre abbiamo adeguato gli impianti di aerazione che oggi utilizzano solo aria presa dall’esterno”.

I centri commerciali - conclude il presidente della Fattoria - sono macchine controllate in maniera quasi maniacale. Di certo sono uno dei posti più sicuri in cui andare”.

 

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