you reporter

ECONOMIA

Latte, il settore ormai è vicino al default

Cia: “Prezzo sotto alla soglia limite e destinato a diminuire. Non abbiamo potere contrattuale”

Latte, il settore ormai è vicino al default

16/11/2020 - 19:21

"In forte difficoltà il settore lattiero-caseario in Polesine". L’allarme viene lanciato da Cia Rovigo, preoccupata per una crisi del comparto che sembra senza fine: il prezzo di vendita del latte da parte dei produttori è ancora al di sotto della soglia “limite”, ovvero quei 39 centesimi al litro che permettono un seppur risicatissimo margine di guadagno.

Meno di tale quotazione significa lavorare in perdita. Oggi un litro di latte viene pagato all’allevatore, in media, 38 centesimi al litro. Tuttavia, come sottolinea il presidente della Cia Rovigo Giordano Aglio, le prospettive da qui alle prossime settimane non sono affatto buone: “Il prezzo è destinato a diminuire, dato che è incerta la tenuta del canale Horeca, ovvero il macrosettore relativo all’ospitalità e alla ristorazione. Viviamo in uno stato di grande precarietà, siamo in grosse difficoltà economiche”. Aglio chiarisce che “in questo particolare contesto storico, con tutte le criticità riconducibili all’emergenza sanitaria tuttora in atto, non siamo in grado di strappare nessun prezzo. Al contrario, dobbiamo subire delle decisioni che ci vengono calate dall’alto, rispetto alle quali non disponiamo di alcun potere contrattuale”.

In pratica, chiarisce Cia Rovigo, “o gli allevatori accettano quei prezzi al massimo ribasso, o vengono tagliati fuori dal mercato”.

Gli ultimi dati, diramati da Veneto Agricoltura, sono per nulla rassicuranti. Nel 2019 gli allevamenti della provincia hanno prodotto, complessivamente, 23.179 tonnellate di latte, registrando un calo del 3,5% rispetto al 2018. “Non vi sono ancora numeri ufficiali relativi al 2020 - spiega il presidente - tuttavia, già fin d’ora possiamo dichiarare che non stiamo assistendo ad un’inversione di tendenza”.

“I produttori di latte stanno attraversando una congiuntura difficilissima, anche a motivo della seconda ondata”. Il colpo del definitivo ko alla filiera potrebbe venire inferto dal contratto siglato in Lombardia: il prezzo viene fissato inderogabilmente a 35 centesimi al litro. A destare una profonda preoccupazione è la clausola secondo la quale l’allevatore, per vedersi corrisposto nel 2021 questo prezzo di base, sarà tenuto a conferire mensilmente a Lactalis lo stesso quantitativo di latte del 2020.

Nel caso di eccedenze nei mesi di gennaio, febbraio, marzo, aprile, novembre e dicembre, il prezzo verrà decurtato di 6 centesimi al litro. “Questo evidenzia la debolezza del sistema latte italiano - precisa Aglio - anche quando si parla di prodotti a denominazione d’origine. Oltre ad una generale mancanza di potere contrattuale da parte degli allevatori”.

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

Copyright 2018 © | Tutti i diritti riservati.
Privacy Policy - Cambia le impostazioni sulla privacy - Condizioni di utilizzo

Powered by Gmde srl