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CASA DI RIPOSO

"Ci sono 5mila candidati al concorsone per infermieri, assumiamoli tutti"

Davide Benazzo segnala la carenza di personale nelle Rsa e propone una soluzione

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Iras di Rovigo

"Abbiamo ricevuto l’ennesimo segnale che la situazione degli Organici, soprattutto infermieristici, è chiaramente drammatica. Una nota del Dottor Avanzi ci comunica l’intenzione di disattivare la guardia notturna dell’Infermiere presso Casa Serena, sostituendolo con una reperibilità da casa, con la conseguenza che si recupera personale da utilizzare durante il giorno e, per quanto si comprende dalla comunicazione, durante il turno notturno in servizio per tutta l’Iras avremo un solo Infermiere, presso la struttura di San Bortolo, con un secondo reperibile (fino a pochi mesi fa ne avevamo tre in servizio notturno). La proposta organizzativa ci è stata comunicata con una nota a cui, come Sindacato, abbiamo già risposto con la richiesta di confronto al fine di conoscerne in profondità le motivazioni e le ricadute, ritendo tale situazione una chiara dimostrazione di una deriva assistenziale senza fine e che si scarica sul servizio sanitario erogato agli Ospiti.ì", così interviene Davide Benazzo della Fp Cgil sulla situazione all'Iras di Rovigo.

"La situazione che da mesi stiamo denunciando e dove purtroppo le risposte sono molto poche, continua a rappresentarsi nella
massima drammaticità di un sistema dove un servizio, sempre più ad impatto sanitario, si trova a dover combattere con la costante fuga del personale che, proprio quell’aspetto sanitario, lo dovrebbe assicurare. Abbiamo l’Uripa, associazione delle strutture per Anziani Regionale, che, attraverso il suo Presidente dottor Volpe, ripropone la figura dell’Infermiere Generico, forse nel tentativo di copiare quello che ha fatto il Presidente Zaia con i Medici, ma sostanzialmente riproponendo un modello vecchio superato attraverso la formazione professionale, ma ancora troppo claudicante nel riconoscerne la giusta valorizzazione, e che mira solo ad abbassare il costo del lavoro".

"Poi c’è la Conferenza Stato Regioni, e su questo la Regione Veneto si sta già muovendo, che spinge verso la professionalizzazione della figura dell’OSS, situazione molto simile se non uguale alla proposta di Volpe, dove si cerca di sostituire il vuoto che si sta creando per la carenza di Infermieri con la terza S, ma anche in questo caso senza una concreta rivisitazione del percorso formativo e di riconoscimento normativo e contrattuale creando di fatto solo lavoro più povero e con forti carenze normative che espongono i Lavoratori dal punto di vista giuridico, con il solo scopo di risparmiare. Poi c’è la Regione Veneto che, mentre denuncia una carenza infermieristica negli Ospedali, promuove una sorta di libera professione degli stessi dipendenti delle Ulss verso le case di riposo come se i carichi di lavoro di questo personale non fosse già oltre il sostenibile, ed intanto indice un concorso dove partecipano oltre 5000 persone senza però che a questo segua un vero piano strutturale e ampio di assunzioni".

"Il continuo spingere la qualità professionale al ribasso, come avvenuto per i medici, ora per gli Infermieri, e domani chissà, quando avremo carenza di OSS, quale figura ci inventeremo. Se veramente vogliamo affrontare seriamente il sistema di risposta residenziale al bisogno assistenziale della non autosufficienza bisogna che la sanità si faccia realmente carico di tutto il bisogno che in questi anni ha volontariamente scaricato sul territorio. Abbiamo 5000 candidati al concorso, ai quali si aggiungono i neolaureati che usciranno nei prossimi mesi? Si faccia un ampio investimento con un programma di assunzioni che permetta alle Ulss di evadere tutto il bisogno di sanità del territorio facendosi carico di supportare direttamente le RSA. Assumiamoli tutti. Altra soluzione sarebbe solo al ribasso e metterebbe in serio pericolo la tenuta del sistema, come già sta avvenendo".

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