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IL DIBATTITO

Fronte unito per fermare il progetto carcere minorile

Anche Scaramuzza (Forum) incalza: “La nostra città non lo vuole”

Fronte unito per fermare il progetto carcere minorile

Bloccare l’operazione carcere minorile. E’ l’appello alla città rivolto da Francesco Milan, già presidente del circolo culturale Vittorio Bachelet. “C’è chi dice che c’è ancora tempo per fermare questo progetto - dice Milan - certo la volontà di precipitare il tutto da parte del ministero non aiuta, ma mi auguro che si possa fare quello che finora non è stato fatto: concentrare tutto lo sforzo nel tentativo di impedire un intervento da Roma che inciderà pesantemente sulla città per decenni e decenni”.

Perché la questione - per Francesco Milan - “non è solo l’ampliamento del tribunale, che con il carcere minorile verrebbe di fatto impedito dove l’intero consiglio comunale unanimemente ha richiesto”, ma a venire segnata sarebbe “la gestione e la programmazione complessiva e futura della città. Anche e soprattutto per questo mi auguro che si sappia reagire e che chi ha contatti con Roma a qualsiasi livello, maggioranza od opposizione, li metta in opera a favore della città”.

Milan quindi avvisa che “è necessario sfuggire dal pur legittimo desiderio di individuare le responsabilità, ci sarà tempo per questo esercizio per chi lo vorrà fare. Desidero, invece, rivolgere un accorato appello a tutta la città, alle sue forze politiche, istituzionali, sociali, culturali perché si faccia uno sforzo unitario per tentare di bloccare l’operazione”.

Del resto, sulla stessa linea si pongono anche gli esponenti della maggioranza che sostiene il sindaco Edoardo Gaffeo. E’ il caso di Gianmario Scaramuzza, socialista e consigliere comunale del gruppo Forum dei cittadini. “Con quali criteri logistici, politici, sono state fatte determinate scelte da parte del governo, non avendo nessuna conoscenza di ciò di cui la comunità di Rovigo ha bisogno - si chiede - senza valutazione di ogni genere e senza ponderare la necessità dell’ampliamento dell’attuale tribunale attiguo a quel carcere, che soffre da troppo tempo per la mancanza di spazi essenziali e adeguati alle nuove esigenze”.

“Forse - aggiunge - con maggiore ponderatezza e logica, era meglio fare al contrario, cioè trovare altrove nuovi spazi per il carcere e lasciare al tribunale la possibilità di ampliarsi in un unico sito senza spezzettarlo in luoghi diversi e scomodi per magistrati, avvocati e personale. Rovigo non può essere considerata la Cenerentola del Veneto: noi non vogliamo il carcere minorile in centro città e siamo per il sì all’ampliamento del tribunale nell’ex carcere”.

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