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IL COMMENTO

"In Polesine c'è bisogno di lavoro di qualità. Anche Amazon deve fare la sua parte"

L'intervento di Francesca Pizzo della segreteria organizzativa della Cisl Padova e Rovigo

"In Polesine c'è bisogno di lavoro di qualità. Anche Amazon deve fare la sua parte"

28/11/2020 - 16:59

"Il sistema produttivo polesano è destinato a mutare profondamente nei prossimi mesi e anni anche per la realizzazione della Zls e l’apertura di Ikea. La Cisl intende contribuire alla gestione di questo cambiamento, in base ad un’idea di sviluppo economico e sociale del territorio che vorremmo condividere con tutti i soggetti interessati. E’ da questa idea che bisogna partire per favorire un impatto positivo dell’insediamento di un settore con un alto livello di innovazione come Amazon in un contesto economico prevalentemente agricolo. Queste sono le problematiche che avevamo sollevato ben prima dell’arrivo di Amazon sul nostro territorio e che si stanno acuendo nel tempo, anche se rimane ferma, da parte nostra e di molti cittadini polesani e non solo, la volontà di vedere in questo insediamento un’opportunità", così interviene Francesca Pizzo, della segreteria organizzativa della Cisl Padova e Rovigo.

"Stiamo parlando di un’area che aveva tassi di occupazioni pre Covid notevolmente superiori alla media nazionale e l’afflusso di candidati da altre province e anche da altre Regioni era pertanto ampiamente prevista. Così come era prevedibile che un’area che non offre servizi dedicati a una popolazione aziendale così ampia avrebbe presentato difficoltà sul piano dei trasporti e degli alloggi. Difficoltà che avrebbero dovuto essere preventivamente valutate. Da diversi studi condotti negli Stati Uniti inoltre risulta che nelle aree dove si insediano i magazzini Amazon la crescita occupazionale è compensata dalle perdite in altri settori nella stessa area. Secondo Confcommercio, dal 2011 in Italia chiudono mediamente 14 negozi al giorno. Da alcuni mesi Amazon dà ai suoi clienti la possibilità di pagare a rate e il lockdown ha dato una spinta fortissima all’e-commerce, per il quale si prevede un aumento del 55%: dall’inizio dell’anno i consumatori online in Italia sono aumentati di 2 milioni, 1,3 dei quali passati a questa modalità di acquisto durante l’emergenza sanitaria. E’ necessario evitare che i nuovi posti di lavoro vadano a scapito di altri, abbassandone la qualità".

"Quello di cui c’è bisogno in Polesine è invece il lavoro di qualità. Il modello di sviluppo che dobbiamo promuovere, anche in vista della progettualità legata alla Zls, consente ai giovani di trovare lavoro e di insediarsi stabilmente nel nostro territorio, di mettere su famiglia, crescere dei figli e creare un indotto. Quindi ci chiediamo perché un’azienda così grande e all’avanguardia come Amazon non sia in grado di dialogare con i soggetti attivi sul territorio. Da parte nostra stiamo ricevendo diverse richieste di informazioni su alloggi, contratti di affitto, servizi, Isee, residenza. Richieste alle quali non possiamo dare risposte adeguate fino a che non ci sarà un confronto serio tra le parti, a vantaggio soprattutto del benessere organizzativo aziendale che nel lavoro è fondamentale. Con le agenzie del lavoro ci stiamo già confrontando, abbiamo sollevato alcune criticità e stiamo cercando di capire come risolverle. Ci aspettiamo che un’azienda come Amazon possa fare di meglio in termini di organizzazione del lavoro e siamo convinti che oggi più che mai, in piena emergenza sanitaria e in previsione di una fase profondamente critica per il sistema economico, non sia più il momento di fare da soli, ma di agire insieme, nel rispetto dei ruoli e delle prerogative di ciascuno per un territorio come quello polesano che necessità di “buoni” investimenti e “buon lavoro”".

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