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Martella al Tavolo veneto editoria: “Una società informata è più libera”

Chiudono 8 edicole al giorno, presidio nel territorio. “Bisogna aumentare i servizi offerti”. Samuele Bertuccio (File): "Un settore da sostenere"

Martella al Tavolo veneto editoria: “Una società informata è più libera”

Il sottosegretario Andrea Martella al Tavolo Veneto sulla filiera editoriale

03/12/2020 - 22:32

“Bisogna fare in modo che il Paese legga di più, una società informata è una società più libera”. Il sottosegretario Andrea Martella, che ha delega all’Informazione e all’Editoria, è intervenuto, stamattina 3 dicembre, al Tavolo Veneto della filiera editoriale, organizzato da Confcommercio Veneto. All’incontro, moderato da Dario De Vito Franceschi della Snag, hanno partecipato Andrea Innocenti, Presidente Snag, Luisa Luise per la Regione Veneto, Mario Conte, presidente Anci Veneto; Andrea Riffeser Monti, presidente Fieg; Piero Danioni, Sodip S.p.a. Distributore Nazionale; Samuele Bertuccio, amministratore delegato della Voce di Rovigo e vicepresidente File, e Monica Andolfatto, segretario regionale della Fnsi. L’ampio argomento della filiera editoriale e della sua crisi ha toccato soprattutto l’ultimo anello della catena, le edicole.

Il presidente della Snag, Andrea Innocenti, ha delineato i numeri della crisi per le edicole: “I fatturati nelle edicole sono calati del 30% con punte del 70%. Nei primi mesi del 2020, 1400 edicole 6-7 edicole al giorno, con punte di 8 edicole se consideriamo i punti vendita non esclusivi. Una cosa da far tremare i polsi”. 

Il sottosegretario Martella si è detto bene a conoscenza della crisi del settore dell’editoria “che già prima del Covid era in crisi. Una crisi che sta attraversando da 10 anni a questa parte. Bisogna mettere in condizione l’editoria di sopravvivere e consentire questa attraversata nel deserto. Il Covid si è inserito in questa crisi e ha fatto ulteriori danni”. Il sottosegretario ha sottolineato gli interventi del governo per il settore: “Il tema delle edicole è stato cruciale. Nella prima conferenza stampa il premier Conte non aveva citato le edicole e ricordo bene di aver ricevuto tante telefonate. Lo abbiamo subito risolto. Abbiamo previsto nel decreto agosto un riconoscimento una tantum di 500 euro, anche come segno di gratitudine verso la categoria. Questo fondo lo potremo ampliare nel 2021. In Parlamento in questo momento sono in discussione diversi decreti ristori, con la legge di bilancio e posso dire che saranno previste ulteriori misure di sostegno, come il tax credit per le edicole e lo stanziamento di 25 milioni per la domanda di lettura delle famiglie a basso reddito”.

Il tavolo è stata l’occasione per sottolineare anche l’importanza di una ristrutturazione e ammodernamento delle edicole, come luogo di socialità e di servizio per i cittadini. “E’ importante - ha dichiarato Martella - che ci siano le edicole come luoghi di vendita di prodotti editoriali, garantendo universalità e pluralismo all’informazione. E’ importante leggere i giornali e combattere le fake news, per una società più libera”. L’idea, che ha raccontato anche il presidente di Anci Veneto, Conte, sindaco di Treviso, è di ampliare i servizi che possono essere offerti dalle edicole. “Servizi anagrafici, sanitari, ad esempio - ha spiegato ancora Martella - facilitando politiche fin qui non esaustive Per evitare la chiusura delle edicole. L’ho visto in questi giorni a Venezia cosa significa avere edicole chiuse”. Infine Martella ha parlato del sostegno alle crisi delle aziende editoriali per 370 milioni, per i pensionamenti di poligrafici e giornalisti, e altri interventi per 200 milioni di euro. “Altre risorse potrebbero venire dall’Europa - ha sottolineato - Con next generation Eu sarà possibile avere nuove opportunità per il rilancio digitale, investire sulla formazione e sul digitale. Abbiamo cercato di inserire interventi per il pluralismo, come previsto dalla nostra Costituzione. Il settore si sta trasformando, è importante il confronto”.

“Il dramma di un’edicola che chiude è il dramma dei giornali locali. In Veneto siamo pieni di piccoli comuni e quando in un comune chiude una piccola edicola, un intero comune viene completamente sprovvisto del giornale”. Samuele Bertuccio, vice presidente della Federazione italiana liberi editori (File), e amministratore delegato della Voce di Rovigo, ha delineato con un esempio concreto la crisi delle edicole e del settore. E ha continuato: “Ci sono edicole che si sono reinventate garantendo, come suggerisce Riffeser, la consegna a domicilio dei giornali. Incontriamo la mamma, la moglie o il figlio a garantire il servizio.

Il reddito di un’edicola, vista la contrattura del mercato, non può essere garantito solo dalla filiera editoriale. Senza contare l’impossibilità anche per noi piccoli editori di aumentare il prezzo del giornale vista la concorrenza nel settore”. Poi ha aggiunto: “L’intervento dello Stato per l’intera filiera deve essere più significativo e nell’ottica della fondamentale modernizzazione e digitalizzazione. Noi editori per primi abbiamo cercato di stimolare il sistema delle vendite. Ma se una copia costa un euro, mentre l’abbonamento mensile ad alcuni quotidiani digitali costa 4 euro, stiamo parlando di dimensioni non raggiungibili. Lo ritengo un grave errore per tutti. Bisogna fare una riflessione completa sul sistema. I piccoli editori subiscono gli accordi nazionali, noi siamo anche per un’intermediazione diretta”. Samuele Bertuccio ha poi ripreso un passaggio del sottosegretario Martella sul diritto d’autore, che va tutelato. “I gruppi social sono pieni delle copie dei nostri scritti, e pagine intere dei nostri giornali vengono letti quotidianamente on line senza tutela per editori e senza costi per chi li posta. Aspettiamo di incontrarci per approfondire questo argomento e di essere convocati ai tavoli nazionali”.


Sul lavoro giornalistico, garanzia contro le fake news, è intervenuta il segretario regionale dell’Fnsi Monica Andolfatto: “La professionalità e la retribuzione di queste professionalità è l’unica arma che abbiamo contro le fake news. Fare un’inchiesta, confrontare le fonti, costa tantissimo. La carta costa anche per la rete distributiva. Lo sa bene anche il presidente Luca Zaia, a cui più volte abbiamo posto i problemi del settore e della categoria. Il sistema va ripensato”.

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