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caso libri al macero

Pace fatta fra Sgarbi e Concordi

Boniolo ritira la querela e annuncia: “Presto i libri del fondo Cibotto a disposizione della cittadinanza”

Pace fatta fra Sgarbi e Concordi

16/03/2021 - 19:10

E’ pace fra Vittorio Sgarbi e l’Accademia dei Concordi di Rovigo. L’ha annunciato ieri Giovanni Boniolo, presidente dell’Accademia dei Concordi, in conferenza stampa nella sala degli Arazzi, dando lettura della lettera con cui l’onorevole Vittorio Sgarbi si scusa per le accuse da lui formulate a causa di “informazioni incomplete di terzi”. Si chiude così, con un nulla di fatto, la querelle iniziata ai primi del 2019, fra il noto critico d’arte e politico, da una parte, e l’istituto accademico e il comune rodigino, dall’altra, che aveva fatto giungere il capoluogo del Polesine sulla ribalta mediatica e nelle aule dei tribunali con la nomea poco gratificante di “città che brucia i libri”. Secondo le accuse di Sgarbi, la responsabilità era di aver ordinato la distruzione di alcuni testi e pubblicazioni custoditi in Accademia del famoso “Lascito Cibotto”. Nonostante il presidente accademico si fosse affrettato a precisare che si trattava di doppioni ed alcuni volumi incompleti frutto di “una cernita del materiale librario avvenuta in pieno accordo con l’erede”, Sgarbi si era rivolto con un esposto ai carabinieri, affinché acclarassero le eventuali responsabilità ed ipotesi di reato. Dopo che il gip del Tribunale di Rovigo, Silvia Varotto, aveva accolto la richiesta di archiviazione presentata dal pm Maria Giulia Rizzo, assolvendo Giovanni Boniolo, quest’ultimo il 19 maggio 2020, quale parte offesa, aveva a sua volta accusato Vittorio Sgarbi di diffamazione, avendolo il deputato definito “ignorante e criminale per aver mandato al macero 67 quintali di pregevoli volumi”.

Di ieri la notizia della lettera autografa con cui l’onorevole riconosce “la correttezza dell’operato del professor Giovanni Boniolo, presidente dell’Accademia dei Concordi, nei confronti del fondo Cibotto, come sancito dal documento del marzo 2019 della Sovrintendenza archivistica bibliografica del Veneto e del Trentino Alto Adige, redatto in seguito alla visita ispettiva del 14 febbraio 2019”. Sgarbi si scusa anche “per le inutili offese nei suoi confronti”, puntualizzando che quanto da lui “dichiarato nella conferenza stampa a Caffè Thun e diffusa in diretta Facebook l’11 gennaio 2019, si è rivelato frutto di informazioni incomplete fornitemi da terzi”. Una lettera infine per mostrare la sua “amicizia nel confronti della fondazione Accademia dei Concordi”. Sgarbi comunica anche di “una donazione liberale di 500 euro a favore della Fondazione stessa”.

Boniolo ha quindi dichiarato la sua volontà di accettare le scuse e ritirare la querela per diffamazione verso Sgarbi, ringraziando gli avvocati Mario Bertolissi e Marco Petternella per il supporto legale e “tutti coloro che mi hanno appoggiato riconoscendo l’onestà e la bontà del mio operato”. Con l’occasione ha comunicato che “procede con grande alacrità l’inventariazione da parte dell’Accademia dei libri del Fondo Cibotto, che presto entreranno in comproprietà con il Comune di Rovigo e saranno messi a disposizione della cittadinanza”.

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commenti 1
  • diduve

    16 Marzo 2021 - 20:08

    In ogni caso l'intento di Sgarbi era di "proteggere" dei volumi. E anche se erano "doppioni" si poteva conservarli comunque invece di distruggerli.

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