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FESTA DELLA POLIZIA

169 anni di fedeltà e dedizione. E un pensiero a chi non c'è più

Il corpo celebra la ricorrenza della Fondazione con un video emozionale e straordinario e ricorda le vittime dell'epidemia

10/04/2021 - 12:03

Un video toccante, realizzato dal personale della polizia scientifica di Rovigo, per dare un valore aggiunto alla festa della polizia celebrata sabato 10 aprile, in occasione della fondazione del Corpo, ma anche del quarantennale della entrata in vigore della Legge n.121 (datata 1° aprile 1981 ma entrata in vigore il 10) recante il "Nuovo ordinamento della Amministrazione della Pubblica sicurezza”.

E' appunto il 1981 l'anno che ha segnato per i poliziotti la smilitarizzazione, la sindacalizzazione e la parificazione del ruolo delle donne (prima tra le forze di polizia); un un momento di adeguamento alla vita civile per i “lavoratori” in divisa che si sono visti riconoscere diritti prima inesistenti, come le tutele sindacali, l'inquadramento in orari di lavoro settimanale ben definiti e l'attribuzione di indennità che già da decenni esistevano per gli altri lavoratori.

Il momento nel quale il corpo della polizia di Stato ha assunto la connotazione odierna, celebrato, appunto, con un toccante video emozionale, un ideale incontro tra le due polizie, diverse per divise e inquadramento, ma simili nello spirito: servire e proteggere il cittadino, proteggendo l'assetto democratico dello Stato. Un ideale percorso che porta la "vecchia" polizia che aveva la questura a Palazzo Angeli e incontrarsi con l'attuale, con un simbolico passaggio di testimone nel segno della continuità e della vocazione a svolgere un lavoro che è un servizio e una vocazione.

Un legame ideale simboleggiato anche dallo schieramento, sul piazzale della questura, di una Volante a fianco della storica Alfa della polizia di Stato, protagonista di decenni di lavoro di polizia e immortalata nei film "poliziotteschi" dell'Italia che fu. La cerimonia, in forma ristretta a causa dell'emergenza sanitaria, ha previsto la deposizione e la commemorazione solenne dei caduti del corpo. In quest'anno, tanto particolare, un pensiero è però andato anche alle tante vittime del Covid, cadute in una guerra contro un nemico tremendo, ma che, comunque, non vincerà.

Un silenzio omaggio reso dal questore Raffaele Cavallo e dal Prefetto Maddalena De Luca ai caduti del corpo, a chi ha dato la vita per gli altri e per la legalità, un abbraccio a tutte le persone che l'epidemia ha colpito negli affetti personali. Momenti toccanti, resi ancora più intensi dalla sobrietà della cerimonia, in ossequio alle disposizioni contro il contagio

Il momento istituzionale è stato poi seguito dal conferimento della Croce d'oro per anzianità dopo i 35 anni di onorato servizio al primo dirigente della polizia di Stato Bruno Zito, dirigente della divisione di Polizia anticrimine, e al sostituto commissario Roberto Traina, in forza alla Digos. Una cerimonia presieduta dal questore, che si è congratulato per un lungo servizio, costellato di successi.

Il 1981 ha segnato anche e soprattutto il riconoscimento, nell’ambito del “Nuovo ordinamento dell’Amministrazione della Pubblica Sicurezza", della centralità della componente “civile”, quale massima sintesi dell'espressione democratica.

La legge 121 del 1981, infatti, rappresenta un intervento legislativo particolarmente complesso ed articolato e completa uno sviluppo democratico interno alla Polizia voluto e perseguito già dal primo dopoguerra: introdusse un nuovo concetto della pubblica sicurezza e una modalità di governo dell'ordine pubblico secondo dei principi cardine che, dopo 40 anni, sono ormai assunti nel nostro sistema.

Un'architettura incardinata sulla unicità dell'Autorità Nazionale di Pubblica Sicurezza, rappresentata dal Ministro dell'Interno, organo politico ed espressione della volontà democratica, ed un apparato, il Dipartimento della Pubblica Sicurezza, deputato alla gestione della sicurezza del Paese. Un'Amministrazione della pubblica sicurezza, quindi, “civile”, composta dalla pluralità delle forze di polizia, dai Prefetti, dai Questori e dai Sindaci e che vede quotidianamente il coinvolgimento dei cittadini, in una continua opera di risposta alla costante domanda di sicurezza.

E proprio con questo spirito che, nel sottolineare come la leale collaborazione che permea i rapporti con le altre istituzioni deputate alla sicurezza, voglio ringraziare il Prefetto per la sua attenzione nella delicata gestione del coordinamento che le è assegnato dalla Legge e che ha consentito di favorire collaborazione e sinergia con le altre Forze dell'Ordine, che pure ringrazio insieme a tutte le altre Istituzioni cittadine e della provincia.

"E' un anno quindi importante questo 2021 - spiega la nota stampa della polizia di Stato - che merita una intensa riflessione su questi quarant'anni da “civili” e che si sarebbe voluto condividere con tutti i cittadini nelle più consuete celebrazioni e che invece, anche quest'anno, a causa della persistenza della emergenza pandemica, non sarà possibile. Il dovere di tutelare le persone ci ha obbligati a celebrare l'importante ricorrenza in forma contenuta, ma con il pensiero rivolto alla cittadinanza e ai grandissimi sacrifici che è chiamata a sostenere, alle vittime del Covid e ai loro familiari che hanno visto scomparire i loro affetti prematuramente e dopo enormi sofferenze".

"Con l'occasione - chiude la comunicazione - rinnoviamo un affettuoso abbraccio agli operatori sanitari di ogni ordine e
grado, per la dedizione e la professionalità che stanno esprimendo sul fronte della battaglia contro un nemico agguerritissimo, che comunque sarà sicuramente sconfitto".

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