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Fisco, sono 256 i polesani in guerra

Il 44% in guerra con le Entrate, uno su tre con i Comuni. Ma soltanto l’11% vince in tribunale

Fisco, sono 256 i polesani in guerra

Sono 256 i polesani in guerra contro il Fisco. Ma solo uno su nove (statisticamente) riesce a spuntarla, e a farsi dare ragione su tutta la linea dalla commissione tributaria provinciale. Il ministero dell’economia e delle Finanze ha pubblicato i dati sui contenziosi tributari. In Triveneto il 2020 si è chiuso con 13.609 procedimenti pendenti, di cui 8.448 in primo grado e 5.161 in secondo, con un aumento del 21% delle pendenze rispetto al 2019 in cui erano 11.242. In Veneto i procedimenti pendenti sono passati complessivamente (primo e secondo grado) dai 7.390 del 2019, ai 9.347 della fine del 2020.

Nel 2020 nel primo grado di giudizio, sono stati presentati 3.733 nuovi ricorsi alle commissioni tributarie provinciali, circa il 10% in meno rispetto al 2019 in cui erano stati 4.173. Le decisioni sono state 2.458 con un calo del 51% rispetto al 2019 in cui sono state 5.071. Sul fronte dei procedimenti pendenti, tra le commissioni tributarie provinciali del Veneto, si distingue Padova al primo posto con 1.514 procedimenti da definire, seguita da Venezia con 1.460, Verona con 961, Vicenza con 805, Treviso con 744, Rovigo con 256 e Belluno con 86 in attesa di pronuncia.

La commissione tributaria provinciale di Rovigo nel corso del 2020 ha emesso un centinaio di sentenze. Quanto agli esiti, il 50% dei ricorsi sono stati respinti, l’11% accolti integralmente, il 9% accolti parzialmente, il restante 30% si riferisce a cessata materia del contendere, anche a seguito della normativa sulla definizione delle liti fiscali pendenti. Nel secondo grado di giudizio, le cause pendenti nella commissione tributaria regionale del Veneto, sono passate dalle 2.839 del 31 dicembre del 2019 alle 3.521 del 2020, mentre i ricorsi definiti sono stati 994. Dando uno sguardo alla tipologia di contenzioso fiscale, dei 5.202 nuovi ricorsi presentati alle commissioni provinciali nel 2020, il 44% riguardano l’impugnazione di provvedimenti emessi dall’Agenzia delle Entrate, il 16,9% emessi dall’ex Equitalia riscossioni, l’1,97% da Dogane-Monopoli, il 31,9% dagli enti locali e il 12,8% da altri enti.

Per quanto riguarda il rapporto tra attività economiche e Fisco, il 46% dei ricorsi sono presentati da operatori nel settore dei servizi tra privati, il 27% dall’industria, il 16% dal commercio, il 4% dai servizi pubblici e il 2% dalle imprese agricole, mentre i restanti sono “non classificabili”.

“In occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario tributario 2021 che si terrà venerdì - commenta Michele Ghirardini, presidente dell’ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Rovigo - voglio sottolineare l’importanza del Protocollo per lo svolgimento delle udienze tributarie nel Veneto nel periodo di emergenza sanitaria. Si tratta di un documento importante, che supera la difficoltà a celebrare le udienze tributarie ed è frutto del coordinamento tra avvocati, dottori commercialisti, direzione regionale delle entrate e commissione tributaria regionale del Veneto. Questo protocollo dimostra che la collaborazione tra ordini professionali e istituzioni pubbliche può dare buoni frutti ed è auspicabile pertanto che non costituisca un episodio isolato. Per esempio credo che questa collaborazione potrebbe dare ottimi risultati anche nel contesto della riforma della giustizia tributaria, di cui tanto si parla”.

“Nel contesto della giustizia tributaria desta una certa preoccupazione la ripresa della notifica degli avvisi di accertamento, disposta in questi giorni dal direttore dell’Agenzia delle Entrate - continua Ghirardini - per favorire la graduale ripresa delle attività economiche si ricorderà che era stata disposta la sospensione della notifica di atti di accertamento e altri provvedimenti impositivi. Ora questa sospensione viene meno e ciò comporterà, tra le altre cose, un aumento delle liti fiscali, con conseguente appesantimento delle attività delle commissioni tributarie. In uno scenario di perduranti chiusure e limitazioni delle attività economiche forse sarebbe opportuno affiancare alla ripresa dell’attività di accertamento tributario anche strumenti straordinari di deflazione del contenzioso, oltre a ulteriori strumenti finanziari aiutino le partite Iva ad affrontare le tante difficoltà attuali, non ultima quella di onorare regolarmente le proprie obbligazioni tributarie”.

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