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DECORO

Le scritte sul monumento diventano un caso politico

Tanti i cittadini indignati per la mancata rimozione dei graffiti L’ex consigliere: “Il sindaco non ha rispetto per la città, si deve dimettere”

Le scritte sul monumento diventano un caso politico

15/04/2021 - 10:09

Mi informerò per la cancellazione di queste scritte”. La promessa l’ha fatta ieri, proprio davanti al monumento di Vittorio Emanuele II l’assessore ai Lavori Pubblici Giuseppe Favaretto, effettivamente tartassato da varie impellenze che riguardano la città e il suo decoro. A partire dalle buche, che tanto interessano la cittadinanza. Ma quella scritta “L’Unità d’Italia è apologia del fascismo”, dopo 14 giorni, comincia a dare davvero fastidio.

Tuona l’ex consigliere comunale della Lega Stefano Raule: “Sono sdegnato. I cittadini di Rovigo sono costretti ogni giorno a leggere quella scritta e a vedere quella ferita sul monumento principale della città. Sono indignato contro l'amministrazione Comunale che non ha provveduto ancora alla rimozione della scritta sotto la statua di Vittorio Emanuele II. Come cittadino e come ex rappresentante politico chiedo le dimissioni immediate del Sindaco per inneficienza e poca sensibilità nei confronti della cittadinanza. Non c’è davvero rispetto per i rodigini”.

Lo sdegno arriva anche dagli anziani, che sono soliti sostare e passeggiare attorno alla piazza. Ma arriva, nella forma di un’interrogazione, anche dal consigliere comunale e capogruppo della Lega Michele Aretusini, che invia il documento al settore Lavori Pubblici per chiedere quando verrà rimossa quella scritta. Apparsa nella notte tra il 30 e il 31 marzo, campeggia sulla piazza principale di Rovigo da ben 14 giorni. A indagare sull’accaduto la polizia di Stato, che la mattina stessa in cui è apparsa, ha avviato le indagini con la polizia scientifica. “Si pregiano di cercare la verità su Regeni, con manifesti. Ma quando hanno lo scempio davanti ai propri occhi, non se ne occupano. Questa è incapacità - conclude Raule - il sindaco Edoardo Gaffeo si dovrebbe dimettere, non sta facendo nulla per la sua città, non ha rispetto per la cittadinanza”. Tra l’altro si tratta del monumento più significativo della città, nella piazza centrale e proprio davanti alle finestre del sindaco e del Comune.

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